Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 finanzia gli investimenti delle imprese manifatturiere in alcuni territori del Lazio e delle Marche, con un contributo che può coprire fino al 100% delle spese ammesse. Lo sportello Invitalia resta aperto fino alle 12.00 del 28 novembre 2026.

Che cos'è il Fondo e chi lo promuove?

È un incentivo gestito da Invitalia per conto del Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Punta a contrastare i fenomeni di deindustrializzazione e di impoverimento del tessuto produttivo nei Comuni di competenza del Consorzio industriale del Lazio e del Consorzio per lo sviluppo industriale delle Valli del Tronto, dell'Aso e del Tesino (Piceno Consind).

La dotazione complessiva è di 120 milioni di euro:

  • 100 milioni per il Consorzio industriale del Lazio, divisi in 20 milioni per ciascuno degli ex consorzi confluiti: Lazio Meridionale, Sud Pontino, Roma-Latina, Frosinone e Provincia di Rieti;
  • 20 milioni per il Consorzio Piceno Consind.

Le risorse sono assegnate per territorio; l'Avviso regola l'uso degli eventuali residui tra le aree.

Chi può presentare domanda?

Possono partecipare le imprese manifatturiere di qualsiasi dimensione, cioè con un'attività della sezione C della classificazione ATECO 2025, come codice primario o secondario. L'impresa deve avere un'unità produttiva nei Comuni dei consorzi oppure deve voler insediarvi una nuova unità produttiva manifatturiera.

Alla data della domanda l'impresa deve:

  • essere regolarmente costituita e iscritta nel registro delle imprese;
  • non essere in stato di liquidazione o di fallimento e non essere soggetta a procedura di fallimento o di concordato preventivo.

Le FAQ ufficiali chiariscono due punti. Conta la localizzazione dell'unità produttiva, non quella della sede legale, che può trovarsi anche fuori dai territori ammessi. Inoltre può presentare domanda anche un'impresa inattiva o operativa in altri settori, come commercio o produzione agricola, se avvia una nuova unità produttiva manifatturiera: il codice ATECO di progetto e l'apertura della sede saranno accertati in fase di erogazione e dovranno risultare dalla visura camerale aggiornata. Gli elenchi dei Comuni aderenti sono nella sezione «Normativa» della pagina Invitalia.

Che cosa finanzia? Le spese ammissibili

Il programma di investimento deve riguardare almeno uno di questi ambiti:

1. ristrutturazione o realizzazione dell'immobile in cui si svolge l'attività manifatturiera; 2. ammodernamento e ampliamento per innovazione di prodotto e di processo, incluse le innovazioni tecnologiche e la digitalizzazione dei processi; 3. investimenti immateriali; 4. conversione di attività produttive a significativo impatto ambientale verso modelli di maggiore sostenibilità ambientale ed economica; 5. avvio di nuove unità produttive.

Le spese devono riguardare opere murarie, impiantistiche, strumentali e assimilate; macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, comprese le spese di installazione; immobilizzazioni immateriali. Sono ammissibili se sostenute tra l'8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028, riferite a beni utilizzati esclusivamente nell'unità produttiva del programma, capitalizzate e iscritte come immobilizzazioni. I fornitori non devono essersi trovati, nei 24 mesi precedenti la domanda, in rapporto di controllo, collegamento o associazione con la tua impresa.

Secondo le FAQ, possono essere agevolati anche programmi già conclusi alla data della domanda, purché conformi a tutti i requisiti e le condizioni previsti.

Non sono mai ammissibili, tra le altre: consulenze specialistiche, costi sostenuti in locazione finanziaria, commesse interne, beni usati, acquisto o locazione di terreni e fabbricati, costi di funzionamento e scorte, formazione del personale, spese di trasporto, imposte e tasse (l'IVA è ammessa solo se non recuperabile), costi di intermediazione commerciale. Sono escluse anche le spese per investimenti già agevolati con la precedente edizione della misura (DPCM 30 novembre 2021).

Quanto vale l'agevolazione?

Il contributo in conto capitale non può superare il 100% delle spese ammesse né 300.000 euro per impresa, nei limiti del regolamento (UE) 2023/2831 sugli aiuti de minimis. La capienza del plafond de minimis viene accertata in istruttoria: se è insufficiente, il contributo viene rideterminato in diminuzione; solo se non resta alcuna capienza la domanda riceve la comunicazione dei motivi ostativi.

L'erogazione avviene su richiesta tramite la piattaforma:

  • anticipo del 50% del contributo concesso, con garanzia fideiussoria, da chiedere entro 60 giorni dalla concessione (la scheda Invitalia fa riferimento alla data di restituzione del provvedimento controfirmato);
  • saldo in unica soluzione, dopo il completamento e l'integrale pagamento degli investimenti ammessi.

Le richieste di erogazione vanno trasmesse entro e non oltre il 30 giugno 2029, a pena di revoca.

Quali sono le scadenze e come si presenta la domanda?

La domanda si presenta esclusivamente nell'area personale di Invitalia, dalle 12.00 del 28 settembre 2026 alle 12.00 del 28 novembre 2026.

I passaggi sono questi:

1. registrazione dell'impresa nella sezione «Anagrafica e deleghe» dell'area personale, possibile dalle 12.00 del 31 luglio 2026, che non attribuisce priorità nel protocollo; 2. accesso con identità digitale SPID, CNS o CIE; 3. compilazione online e caricamento degli allegati: modulo di domanda e dichiarazioni sostitutive su requisiti, antiriciclaggio, casellario e procedure concorsuali, impresa unica, DURC, polizza catastrofale, pantouflage e antimafia, oltre al questionario ESG; 4. firma digitale del legale rappresentante e casella PEC attiva.

Al termine viene assegnato un protocollo elettronico e la piattaforma rilascia il CUP, da riportare su ogni giustificativo di spesa. Ogni impresa può presentare una sola domanda.

Le agevolazioni sono concesse a sportello fino a esaurimento della dotazione. L'istruttoria parte dopo la chiusura dello sportello, dal 29 novembre 2026, nel rispetto dell'ordine cronologico di presentazione. Le domande senza copertura finanziaria vengono sospese e, se restano scoperte dopo la verifica di eventuali economie, decadono.

Errori da evitare: che cosa verificare prima di partire?

  • Plafond de minimis. Va controllato a livello di «impresa unica», che comprende le imprese legate da rapporti di controllo indicati dall'Avviso.
  • CUP sulle fatture. I titoli di spesa devono riportare il CUP e la dicitura prevista dall'Avviso. Per le fatture emesse prima dell'attribuzione del CUP, le FAQ rinviano alla procedura di regolarizzazione dell'Agenzia delle Entrate (circolare del 10 dicembre 2025).
  • Immobile. L'unità produttiva deve avere una destinazione d'uso urbanistica ed edilizia coerente con l'attività manifatturiera; l'erogazione è subordinata alla piena disponibilità e alla conformità dell'immobile.
  • Vincoli successivi. Gli investimenti devono mantenere destinazione, funzionalità e localizzazione per almeno tre anni dal pagamento del saldo; nei tre anni successivi all'erogazione i beni devono restare installati nell'unità produttiva e iscritti come immobilizzazioni.

Come valutarlo nel piano di investimenti?

Prima di candidarti conviene leggere il Fondo dentro il piano di investimenti, con tre verifiche.

La prima è la coerenza: le spese devono rientrare negli ambiti e nelle categorie ammesse. Il piano può riguardare più ambiti, per esempio ristrutturazione dell'immobile e ammodernamento; se le unità produttive sono più di una, per ogni ambito va indicata nel campo «Note» l'unità interessata.

La seconda sono i tempi: le spese contano fino al 31 dicembre 2028, ma il contributo arriva a saldo dopo il pagamento integrale degli investimenti, salvo l'anticipo con fideiussione: la copertura del periodo intermedio va pianificata prima degli ordini.

La terza è la cumulabilità: l'Avviso ammette il cumulo con altri aiuti di Stato, anche de minimis, nei limiti della disciplina europea, e con incentivi che non sono aiuti di Stato, a condizione di non superare il costo ammissibile. Combinare più misure sugli stessi beni richiede un controllo puntuale.

Se la tua impresa opera nei Comuni dei consorzi del Lazio o del Piceno, lo studio può verificare con te requisiti di accesso, ammissibilità delle spese, capienza de minimis e coerenza dell'investimento con il piano, con il metodo FAS. La prima consulenza è gratuita.

Fonti ufficiali

  • [Invitalia – scheda di sintesi](https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/fondo-di-contrasto-alla-deindustrializzazione-2026)
  • [Invitalia – Cos'è](https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/fondo-di-contrasto-alla-deindustrializzazione-2026/cose)
  • [Invitalia – A chi si rivolge](https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/fondo-di-contrasto-alla-deindustrializzazione-2026/chi-si-rivolge)
  • [Invitalia – Agevolazioni](https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/fondo-di-contrasto-alla-deindustrializzazione-2026/agevolazioni)
  • [Invitalia – Presenta la domanda](https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/fondo-di-contrasto-alla-deindustrializzazione-2026/presenta-la-domanda)
  • [Invitalia – Normativa](https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/fondo-di-contrasto-alla-deindustrializzazione-2026/normativa)
  • [Decreto n. 262/2026 e Avviso (PDF)](https://www.invitalia.it/sites/invitalia.it/files/2026-07/Decreto%20DPCoe_n.262_2026_apertura%20sportello.pdf)
  • [Decreto n. 382/2026 (PDF)](https://www.invitalia.it/sites/invitalia.it/files/2026-07/DPCOE_DECRETO_382_2026_differimento_data.pdf)
  • [FAQ al 4 settembre 2026 (PDF)](https://www.invitalia.it/sites/invitalia.it/files/2026-09/FCD-2026%20-%20FAQ%20aggiornate%20al%2004092026.pdf)