Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud · Invitalia · Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 · Lazio e Piceno

Contributo a fondo perduto fino al 100% delle spese, fino a 300.000 € per impresa

Nuova edizione 2026 del fondo per le imprese manifatturiere: sostiene avvio, rafforzamento e riqualificazione di unità produttive nei comuni di competenza del Consorzio Industriale del Lazio e del Piceno Consind (Marche). Dotazione di 120 milioni di euro, spese ammesse dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028.

fino al 100%
a fondo perduto
300.000 €
contributo massimo per impresa
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Territorio: solo i comuni del Consorzio Industriale del Lazio e i 30 comuni del Piceno Consind (provincia di Ascoli Piceno)
Scadenza: sportello dalle 12:00 del 28 settembre alle 12:00 del 28 novembre 2026, domande esaminate in ordine di arrivo
Ente: Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud - Presidenza del Consiglio (soggetto gestore: Invitalia)
Contributo in conto impianti fino al 100% delle spese ammesse e fino a 300.000 € per impresa, in regime de minimis
Spese ammesse: opere murarie e impiantistiche, macchinari, impianti, arredi e attrezzature nuovi di fabbrica, beni immateriali. Escluse consulenze, leasing, beni usati, terreni e fabbricati, scorte, formazione, trasporti

Guida al bando

Guida al Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 (Invitalia)

Requisiti, spese ammesse, contributo fino a 300.000 euro, scadenza del 28 novembre 2026 e come fare domanda, con le citazioni delle fonti ufficiali.

In breve

Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 è un contributo in conto impianti, gestito da Invitalia, fino al 100% delle spese ammesse e fino a 300.000 euro per impresa, in regime de minimis. È riservato alle imprese manifatturiere (ATECO C) con un'unità produttiva, esistente o nuova, nei comuni del Consorzio Industriale del Lazio o del Piceno Consind. Domande dalle 12:00 del 28 settembre alle 12:00 del 28 novembre 2026.

Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 finanzia gli investimenti delle imprese manifatturiere che hanno, o vogliono aprire, un'unità produttiva nei comuni del Consorzio Industriale del Lazio o del Consorzio Piceno Consind, nelle Marche. Il contributo in conto impianti arriva al 100% delle spese ammesse, con un tetto di 300.000 euro per impresa, nei limiti del regolamento de minimis. Sono ammesse le spese sostenute dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028, quindi anche investimenti già conclusi, purché conformi alle regole. La domanda si presenta solo online nell'area personale di Invitalia, dalle 12:00 del 28 settembre alle 12:00 del 28 novembre 2026, con firma digitale e PEC. Le domande vengono esaminate in ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento dei fondi, ripartiti per area. Nella guida completa trovi l'elenco dei comuni, le spese escluse, i documenti da preparare e gli errori che portano alla revoca.

Cosa trovi nella guida

  • Quali comuni del Lazio e del Piceno sono ammessi e quali imprese manifatturiere possono chiedere il contributo
  • Cosa si può finanziare (opere murarie, macchinari, arredi, immateriali) e le spese escluse in ogni caso
  • Come funziona lo sportello: ordine cronologico, istruttoria dal 29 novembre 2026, de minimis e anticipo del 50%
  • Gli errori che fanno perdere il contributo e l'elenco dei documenti da preparare

I capitoli

  1. In breve: che cos'è il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 e a chi conviene
  2. Cosa finanzia il Fondo: ambiti, spese ammesse e spese escluse
  3. Chi può chiederlo: requisiti dell'impresa e territori ammessi
  4. Quanto vale: contributo, de minimis, cumulo ed erogazione
  5. Come si assegnano i fondi: sportello in ordine cronologico, senza graduatoria a punti
  6. Scadenza e come fare domanda: date, piattaforma, firma digitale e PEC
  7. Gli errori che fanno perdere il contributo
  8. I documenti da preparare
  9. Come lo valuta il Metodo FAS
  10. Fonti ufficiali e data di aggiornamento
  11. Il prossimo passo

Le domande più frequenti

Qual è la scadenza del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026?

Le domande si presentano dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 28 novembre 2026. Le date sono state fissate dal decreto n. 382 del 2026, che ha differito la finestra inizialmente prevista dal 31 agosto al 30 ottobre 2026.

Quanto vale il contributo?

È un contributo in conto impianti, quindi a fondo perduto, non superiore al 100% delle spese ammesse e a 300.000 euro per impresa. È concesso nei limiti del regolamento de minimis (UE) 2023/2831: se il plafond residuo è inferiore, il contributo viene ridotto fino al massimo concedibile.

Posso partecipare se la sede legale della mia impresa è fuori dal Lazio o dalle Marche?

Sì. Secondo le FAQ di Invitalia conta la localizzazione dell'unità produttiva, esistente o da realizzare, nei comuni ammessi; la sede legale può trovarsi anche altrove. L'unità produttiva deve però essere in uno dei comuni elencati per il Consorzio Industriale del Lazio o per il Piceno Consind.

Sono ammesse le spese già sostenute?

Sì, se sostenute dall'8 maggio 2024 in poi: il periodo di ammissibilità va fino al 31 dicembre 2028. Le FAQ confermano che possono essere agevolati anche programmi già conclusi alla data della domanda, purché conformi a tutti i requisiti. Per le fatture emesse prima del CUP va seguita la procedura di integrazione indicata dall'Agenzia delle Entrate.

Come vengono selezionate le domande?

Non c'è una graduatoria a punti. Le domande sono esaminate in ordine cronologico di presentazione, con procedura a sportello fino a esaurimento della dotazione. L'istruttoria parte dopo la chiusura dello sportello, dal 29 novembre 2026.

Un'impresa che oggi non ha un codice ATECO manifatturiero può partecipare?

Sì, se vuole avviare una nuova unità produttiva manifatturiera. Le FAQ chiariscono che il codice ATECO di progetto della sezione C e l'apertura della sede saranno accertati in fase di erogazione, tramite visura camerale aggiornata. La stessa regola vale per le imprese inattive.

È possibile ricevere un anticipo?

Sì. Dopo il provvedimento di concessione puoi chiedere un anticipo pari al 50% del contributo, presentando una fideiussione bancaria o una polizza assicurativa di pari importo. La richiesta va inviata entro 60 giorni dalla data del provvedimento di concessione.

Gratuita: la ricevi via email dopo aver lasciato nome, email e telefono. Aggiornata al 18/10/2026 sulle fonti ufficiali. A cura di Finanza Agevolata Strategica, con il Metodo FAS.

Per le imprese manifatturiere (ATECO 2025, sezione C) con un'unità produttiva, esistente o da aprire, in un comune del Consorzio Industriale del Lazio o del Piceno Consind (provincia di Ascoli Piceno). Conta l'unità produttiva, non la sede legale.

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Non basta compilare un modulo: ti aiutiamo a costruire una proposta in linea con i criteri di valutazione del bando.

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Costruiamo con te il progetto e seguiamo la domanda dall'inizio alla fine, evitando gli errori che possono costare il contributo.

Lo sportello chiude alle 12:00 del 28 novembre 2026 e le domande si esaminano in ordine di arrivo, fino a esaurimento dei fondi di ciascuna area: quelle senza copertura vengono sospese e poi decadono. Conviene presentarla presto, con il progetto già pronto.

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Scheda del bando

Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026

In sintesi

Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026, promosso da Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud - Presidenza del Consiglio (soggetto gestore: Invitalia), prevede un contributo a fondo perduto fino al 100% delle spese ammissibili, con un massimo di 300.000 € per impresa. Ambito territoriale: Lazio e Marche. Le domande vanno presentate entro il 28 novembre 2026.

Domande frequenti

Chi può accedere a Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026?

Ambito territoriale: Lazio e Marche. Requisiti principali: Unità produttiva, già attiva o da aprire, in un comune del Consorzio Industriale del Lazio o del Piceno Consind: conta l'unità produttiva, non la sede legale; Imprese manifatturiere: codice ATECO 2025 primario o secondario della sezione C. Per una nuova unità produttiva il codice di sezione C si verifica all'erogazione (visura aggiornata), non alla domanda.

Quanto si può ottenere con Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026?

L'agevolazione prevede: fino al 100% a fondo perduto, importo massimo agevolabile 300.000 €.

Quando scade Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026?

La domanda va presentata entro il 28/11/2026.

Quali documenti servono per Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026?

Per la domanda occorrono, tra gli altri: Modulo di domanda firmato digitalmente dal legale rappresentante; Dichiarazione sostitutiva sul possesso dei requisiti (DSAN Possesso requisiti); Dichiarazione sostitutiva antiriciclaggio sul titolare effettivo; Dichiarazione sostitutiva su casellario e procedure concorsuali liquidatorie; Dichiarazione sostitutiva «impresa unica» (DSAN impresa unica); Dichiarazione sostitutiva sulla regolarità contributiva (DSAN DURC); Dichiarazione sostitutiva sulla polizza per i rischi catastrofali; Dichiarazione sostitutiva sul pantouflage; Dichiarazione antimafia sull'assetto gestionale (Mod. A); Dichiarazione antimafia sui familiari conviventi (Mod. C); Questionario ESG.

Chi eroga Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026?

Il bando è promosso da: Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud - Presidenza del Consiglio (soggetto gestore: Invitalia).

Fonti ufficiali

Verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell'ente.

Scheda completa del bando nel catalogo →

Sergio Arichetta, consulente in finanza agevolata

Scheda a cura di

Consulente in finanza agevolata · Aggiornato il

Informazioni a scopo orientativo tratte dalla pagina ufficiale della misura su invitalia.it e dai decreti del Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud, consultati il 18 ottobre 2026. Le agevolazioni non sono garantite e dipendono da requisiti, valutazione e fondi disponibili. Verifica sempre i dati aggiornati sulla fonte ufficiale.