Il bando 2026 per allarmi e videosorveglianza della Camera di commercio Venezia Giulia rimborsa l'investimento in sicurezza di PMI e studi professionali delle province di Trieste e Gorizia, fino al 100% delle spese ammissibili e con un aiuto massimo di 15.000 euro. Il contributo si chiede a lavori conclusi e pagati, con una procedura a sportello. Di seguito trovi requisiti, spese ammesse, importi e scadenze ripresi dal testo ufficiale.
Che cos'è il bando e chi lo promuove?
È un bando della Camera di commercio Venezia Giulia che concede agevolazioni per l'acquisto, l'installazione, il potenziamento e l'attivazione di impianti di allarme e videosorveglianza negli immobili delle attività professionali, produttive, commerciali o industriali. La base normativa è la LR 19/2025, art. 9, commi da 96 a 99, come integrata dall'art. 13 della L.R. 5 marzo 2026, n. 3.
La dotazione, destinata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia alla Camera, è di 650.000 euro, così suddivisa:
- 416.000 euro per imprese e attività con sede o unità locale destinataria dell'investimento in provincia di Trieste;
- 234.000 euro per quelle in provincia di Gorizia.
La Camera si riserva di chiudere il bando in anticipo se i fondi si esauriscono.
Chi può presentare domanda?
Possono accedere le attività professionali e le micro, piccole e medie imprese produttive, commerciali o industriali, con dimensione definita secondo la normativa europea e con sede o unità locale destinataria dell'investimento attiva nelle province di Trieste e Gorizia.
Tra i requisiti indicati dal bando:
- iscrizione al Registro Imprese della CCIAA Venezia Giulia e, ove previsto, stato attivo;
- diritto camerale in regola, ove previsto;
- nessuno stato di liquidazione volontaria o giudiziale né di concordato preventivo (salvo il concordato con continuità aziendale) o di altra procedura concorsuale;
- rispetto del regime de minimis e appartenenza a settori ammissibili;
- rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro;
- nessuna sanzione interdittiva ai sensi del D.Lgs. 231/2001;
- polizza assicurativa attiva a copertura dei danni derivanti da eventi calamitosi.
I requisiti dimensionali, l'iscrizione, l'assenza di procedure concorsuali, la sicurezza sul lavoro e l'assenza di sanzioni interdittive devono esserci già alla domanda e restare fino alla concessione ed erogazione; diritto camerale e de minimis sono richiesti al momento della concessione.
Che cosa finanzia il bando?
Il bando finanzia investimenti in sistemi di videosorveglianza digitale e impianti di allarme. A titolo esemplificativo:
- telecamere;
- sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso;
- sistemi di video allarme antirapina in grado di interagire con gli apparati delle sale e centrali operative.
Almeno una telecamera deve essere installata all'esterno. Le telecamere esterne devono essere remotizzabili presso le sedi degli Organi di Pubblica Sicurezza, orientabili anche sulla pubblica via ove possibile e conformi ai parametri tecnici del Protocollo Quadro allegato al bando.
Sono ammesse solo le spese per acquisto e installazione di beni nuovi di fabbrica, installati nella sede o unità operativa in provincia di Trieste o Gorizia. Le spese vanno sostenute e quietanzate dal 1° gennaio 2026 e prima della domanda; l'iniziativa deve essere avviata dal 1° gennaio 2026 e conclusa prima della domanda. In domanda serve il certificato di regolare esecuzione dell'impianto.
Non sono ammessi, tra gli altri: interventi di edilizia, beni usati, comodato e noleggio, leasing e locazione operativa, IVA, beni di consumo, opere in economia, spese di personale, viaggio e alloggio, auto-fatturazione e spese già finanziate da altri contributi. Il fornitore deve avere un codice ATECO coerente con la fornitura.
Quanto vale l'agevolazione?
La sovvenzione copre le spese sostenute e ritenute ammissibili nella percentuale massima del 100%, con un aiuto massimo di 15.000 euro. Non sono ammessi investimenti di ammontare inferiore a 1.000 euro al netto di IVA.
L'aiuto è concesso in regime de minimis (Regolamento UE 2023/2831): con l'Allegato 1 ti impegni a non superare il limite di 300.000 euro su base mobile nel periodo di tre anni. Il contributo non è cumulabile con altri interventi agevolativi ottenuti per le stesse iniziative e le medesime spese. È ammessa una sola istanza per ciascun beneficiario.
Quali sono le scadenze e come si presenta la domanda?
Le domande si presentano dal 1° giugno 2026 fino a esaurimento dei fondi e comunque fino al 31 dicembre 2026. Alla data di questo articolo (22 ottobre 2026) la pagina ufficiale non riporta chiusure anticipate.
La domanda va inviata esclusivamente via PEC all'indirizzo cciaa@pec.vg.camcom.it, dalla PEC dell'impresa o del professionista di fiducia indicato dall'impresa, in un unico invio con oggetto «RICHIESTA CONTRIBUTO IMPIANTI VIDEOSORVEGLIANZA». Va firmata digitalmente dal legale rappresentante oppure firmata in originale, scansionata e inviata con un documento d'identità valido.
Servono la marca da bollo da 16 euro sull'istanza e il diritto di segreteria di 50 euro, la cui ricevuta va allegata. Sulla pagina del bando sono pubblicati il modulo di domanda e gli allegati: dichiarazioni (Allegato 1), dimensione aziendale (Allegato 2), atto notorio aiuti su investimento (Allegato 3), polizza assicurativa (Allegato 4) e ritenuta d'acconto (Allegato 5).
I contributi seguono il procedimento valutativo a sportello: conta la data della ricevuta di consegna della PEC. Se la domanda è incompleta hai 30 giorni per integrarla. Concessione e liquidazione avvengono insieme, entro 90 giorni dalla domanda e fino a esaurimento dei fondi; le domande non finanziabili per mancanza di risorse sono archiviate.
Quali errori evitare prima di candidarsi?
- Investimento non concluso. La domanda si presenta solo a impianto installato e pagato.
- Telecamere senza i requisiti. Senza almeno una telecamera esterna conforme al Protocollo Quadro l'impianto non rientra nel bando.
- Forme di acquisto escluse. Noleggio, comodato e leasing non sono ammessi.
- Fornitori collegati. Sono vietati rapporti societari, di coniugio, parentela o affinità fino al secondo grado tra le parti.
- Invio non conforme. Le domande inviate a una PEC diversa, con modalità diversa dalla PEC o senza firma valida vengono archiviate.
- Obblighi successivi. Per almeno 3 anni dalla liquidazione restano gli impegni sottoscritti, tra cui non cedere i beni acquistati e non trasferire la sede senza consenso della Camera.
Come valutarlo nel piano di investimenti?
Con la procedura a sportello conta l'ordine di arrivo delle domande, e la domanda si presenta solo a investimento completato: l'impresa sostiene l'intera spesa e riceve l'eventuale contributo solo con la liquidazione. Prima di firmare il preventivo conviene verificare con l'installatore i requisiti tecnici delle telecamere esterne, le autorizzazioni richieste dalla normativa sulla videosorveglianza e la coerenza del codice ATECO del fornitore.
Va poi controllato lo spazio disponibile nel plafond de minimis e l'assenza di altri contributi sulle stesse spese. Con il metodo FAS mettiamo in fila queste verifiche prima della candidatura, per presentare una domanda completa al primo invio.
Fonti ufficiali
- [Camera di commercio Venezia Giulia, pagina del bando videosorveglianza 2026](https://vg.camcom.it/contributi-e-agevolazioni/delegati-regione-fvg/videosorveglianza-anno-2026)
- [Testo del bando (PDF)](https://vg.camcom.it/sites/default/files/page/allegati/Bando%20videosorveglianza%20TS%20GO%20PMI%202026.pdf)
- [Allegato 1 - Modulo di dichiarazioni (PDF)](https://vg.camcom.it/sites/default/files/page/allegati/Allegato%201%20-%20Bando%20VIDEOSORVEGLIANZA%20PMI%202026_0.pdf)
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