Credito d'imposta ZES Unica — investimenti 2026-2028
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Descrizione
Credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali destinati a strutture produttive nella ZES Unica del Mezzogiorno. Norma: articolo 1, commi 438-443, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (bilancio 2026), che estende il contributo istituito dall'articolo 16 del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124. Regioni comprese nella ZES Unica: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Abruzzo. Le prime sette rientrano nella deroga dell'art. 107, par. 3, lett. a) del TFUE; l'Abruzzo nella lett. c). Periodo degli investimenti agevolabili: dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028. Importo minimo del progetto: 200.000 euro. Importo massimo: 100 milioni di euro per progetto. Dotazione per il 2026: 2,3 miliardi di euro. DA PROGRAMMARE ADESSO: l'investimento va deciso e avviato nel periodo agevolabile, mentre la comunicazione all'Agenzia delle Entrate si presenta in una finestra successiva. Le date della finestra per il 2027 non sono ancora state pubblicate: chi aspetta il bando arriva tardi sull'investimento. L'aliquota effettiva dipende dalla dimensione dell'impresa e dall'area, secondo la Carta degli aiuti a finalità regionale: va verificata caso per caso.
Requisiti principali
- Possono accedere le imprese che acquistano beni strumentali per una struttura produttiva già esistente o nuova situata nella ZES unica (zone assistite indicate dalla Carta aiuti regionali 2022-2027).
- Sono ammessi nuovi macchinari, impianti e attrezzature (anche in leasing), terreni e immobili strumentali, dentro un progetto di investimento iniziale secondo il Regolamento UE 651/2014.
- Terreni e immobili non possono superare la metà (50%) del valore complessivo dell'investimento agevolato.
- Il progetto deve costare almeno 200.000 euro; il credito si calcola su un massimo di 100 milioni di euro per progetto.
- Settori esclusi: siderurgia, carbone e lignite, trasporti (salvo magazzinaggio e supporto), energia, banda larga, credito, finanza e assicurazioni.
- Escluse le imprese in liquidazione o scioglimento, quelle in difficoltà (Reg. UE 651/2014) e chi opera nella produzione agricola primaria, pesca e acquacoltura.
- Obbligo di inviare all'Agenzia delle Entrate la comunicazione delle spese sostenute e di quelle previste: per il 2026 la finestra era dal 31 marzo al 30 maggio 2026, solo col software gratuito dell'Agenzia.
- Chi ha inviato la comunicazione deve mandare, pena la perdita del credito, la comunicazione integrativa sugli investimenti realizzati dal 3 al 17 gennaio 2027 (l'importo non può superare quello indicato nella prima comunicazione).
- Le spese sostenute devono essere certificate da un revisore legale iscritto nella sezione A del registro dei revisori.
- L'impresa deve mantenere l'attività nell'area dove ha fatto l'investimento per almeno 5 anni dopo averlo completato, altrimenti i benefici vengono revocati. Inoltre, se entro il quinto periodo d'imposta successivo all'entrata in funzione i beni vengono dismessi, ceduti a terzi, usati per scopi estranei all'impresa o spostati in un'altra struttura produttiva, il credito viene ricalcolato togliendo il costo di quei beni.
Documenti ufficiali
Fonti ufficiali. Verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell'ente.
Domande frequenti
Chi può accedere a Credito d'imposta ZES Unica — investimenti 2026-2028?
Ambito territoriale: Mezzogiorno. Requisiti principali: Possono accedere le imprese che acquistano beni strumentali per una struttura produttiva già esistente o nuova situata nella ZES unica (zone assistite indicate dalla Carta aiuti regionali 2022-2027); Sono ammessi nuovi macchinari, impianti e attrezzature (anche in leasing), terreni e immobili strumentali, dentro un progetto di investimento iniziale secondo il Regolamento UE 651/2014; Terreni e immobili non possono superare la metà (50%) del valore complessivo dell'investimento agevolato; Il progetto deve costare almeno 200.000 euro; il credito si calcola su un massimo di 100 milioni di euro per progetto; Settori esclusi: siderurgia, carbone e lignite, trasporti (salvo magazzinaggio e supporto), energia, banda larga, credito, finanza e assicurazioni; Escluse le imprese in liquidazione o scioglimento, quelle in difficoltà (Reg. UE 651/2014) e chi opera nella produzione agricola primaria, pesca e acquacoltura; Obbligo di inviare all'Agenzia delle Entrate la comunicazione delle spese sostenute e di quelle previste: per il 2026 la finestra era dal 31 marzo al 30 maggio 2026, solo col software gratuito dell'Agenzia; Chi ha inviato la comunicazione deve mandare, pena la perdita del credito, la comunicazione integrativa sugli investimenti realizzati dal 3 al 17 gennaio 2027 (l'importo non può superare quello indicato nella prima comunicazione); Le spese sostenute devono essere certificate da un revisore legale iscritto nella sezione A del registro dei revisori; L'impresa deve mantenere l'attività nell'area dove ha fatto l'investimento per almeno 5 anni dopo averlo completato, altrimenti i benefici vengono revocati. Inoltre, se entro il quinto periodo d'imposta successivo all'entrata in funzione i beni vengono dismessi, ceduti a terzi, usati per scopi estranei all'impresa o spostati in un'altra struttura produttiva, il credito viene ricalcolato togliendo il costo di quei beni.
Quando scade Credito d'imposta ZES Unica — investimenti 2026-2028?
La scheda non riporta una data di scadenza: può trattarsi di un bando a sportello, aperto fino a esaurimento delle risorse, oppure di una data non ancora comunicata dall'ente. Verifica la scadenza sul sito ufficiale o chiedici di controllarla per te.
Chi eroga Credito d'imposta ZES Unica — investimenti 2026-2028?
Il bando è promosso da: Agenzia delle Entrate.
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