Che cosa sono i voucher aziendali e chi li promuove?
I voucher aziendali sono contributi della Provincia autonoma di Bolzano alle imprese i cui dipendenti partecipano ad azioni formative extra aziendali, cioè corsi tecnico-professionali organizzati da enti di formazione esterni. La misura è gestita dall'Ufficio Formazione professionale della Ripartizione Intendenza scolastica italiana ed è disciplinata dall'Allegato C dei criteri per la formazione continua approvati con D.G.P. 1056/2025, in attuazione delle leggi provinciali 29/1977 e 40/1992.
Il contributo costituisce aiuto «de minimis» ai sensi del regolamento (UE) n. 2831/2023. Le domande sono evase secondo l'ordine cronologico di entrata al protocollo e sono finanziate fino a esaurimento dei fondi disponibili.
Chi può presentare domanda?
Possono chiedere il contributo le microimprese e le piccole imprese con sede in provincia di Bolzano, o che comunque esercitano la propria attività in provincia di Bolzano, dotate di autonomia finanziaria. Il contributo si chiede solo per le persone occupate nell'impresa richiedente.
Ogni azione formativa può coinvolgere al massimo cinque lavoratrici e lavoratori dipendenti, occupati in provincia di Bolzano presso la sede legale o un'unità produttiva. Rientrano tra i destinatari anche titolari, soci e collaboratori familiari che svolgono la propria attività principale nell'impresa; sono esclusi i collaboratori volontari.
Quali corsi sono finanziabili?
Sono finanziabili le azioni formative in presenza o a distanza in modalità sincrona, della durata massima di 500 ore di lezione, in Italia o all'estero, con contenuti tecnico-professionali attinenti al settore economico dell'impresa. Ogni azione formativa può comprendere uno o più corsi.
I corsi devono essere erogati da soggetti pubblici o privati, o da associazioni, che hanno tra le finalità statutarie la formazione e l'aggiornamento professionale; l'ente erogatore non può coincidere con l'impresa richiedente. Il calendario prevede al massimo 8 ore al giorno, con una pausa di almeno 30 minuti.
Non sono agevolabili, tra l'altro:
- le lezioni individuali;
- coaching, supervisione e consulenza, visite a fiere e congressi;
- la formazione svolta sul luogo di lavoro o nell'azienda stessa;
- i corsi di lingua che forniscono conoscenze di base;
- i corsi per patenti di guida e abilitazioni alla conduzione di mezzi di trasporto;
- la formazione obbligatoria in materia di sicurezza e salute sul lavoro (D.Lgs. 81/2008);
- le azioni già presenti, in forma comparabile, nell'offerta delle scuole professionali provinciali in lingua italiana;
- stage, tirocini, autoformazione ed esami;
- le azioni per le quali l'impresa ha già chiesto un altro contributo pubblico.
Quali spese sono ammissibili?
È ammissibile solo la quota di partecipazione all'azione formativa indicata nella domanda e approvata. La Direzione provinciale Formazione professionale in lingua italiana fissa ogni anno l'importo massimo della quota riconosciuta per ogni ora di lezione: per il 2026 il decreto n. 287/2026 lo stabilisce in 60,00 euro IVA esclusa (73,20 euro IVA inclusa).
Non sono riconosciute le spese di vitto e alloggio, le spese per certificazioni e per il materiale didattico. L'IVA è ammissibile solo se totalmente o parzialmente indetraibile e realmente sostenuta dall'impresa.
Quanto vale il voucher?
Il contributo ammonta al massimo all'80% della quota di partecipazione riconosciuta. I limiti sono due: 10.000 euro per impresa per anno solare e 3.000 euro per singola persona per anno solare. Il contributo spetta solo se la quota di partecipazione per persona e per corso è di almeno 400 euro. Nello stesso anno solare l'impresa può presentare più domande; i costi non coperti dal contributo restano a carico dell'impresa.
Scadenze e come si presenta la domanda?
Non c'è un bando con una data unica: la domanda si presenta per ogni azione formativa, via PEC, entro e non oltre il giorno antecedente il suo inizio, e ogni impresa può presentare più domande nello stesso anno solare. I criteri aggiungono una regola per le azioni formative che si concludono entro l'anno solare: la domanda va presentata entro il 31 ottobre dello stesso anno.
Alla domanda vanno allegati:
- il modulo di domanda;
- la dichiarazione «de minimis» – «Deggendorf»;
- il programma dettagliato dell'azione formativa, con obiettivi e contenuti;
- il calendario con orario giornaliero;
- la marca da bollo da 16 euro.
Una commissione verifica la coerenza del corso con le attività dell'impresa, il fabbisogno di qualificazione del personale e l'adeguatezza della quota. L'esito è comunicato per iscritto; senza la comunicazione scritta di concessione, la partecipazione avviene sotto la responsabilità dell'impresa.
I tempi successivi sono fissi: il corso deve iniziare entro 60 giorni dalla domanda e concludersi entro 12 mesi dall'inizio. Il rendiconto va presentato entro 60 giorni dalla fine del corso, con proroga possibile di altri 90 giorni su richiesta motivata presentata prima della scadenza. Servono fattura e prova del pagamento con il numero CUP e l'attestato di frequenza. Non sono previsti anticipi: il contributo è liquidato solo a corso concluso.
Quali errori evitare prima di iscrivere i dipendenti?
- Pagare prima della domanda. Fatture, anche di acconto, e pagamenti anteriori alla domanda escludono dal contributo l'intera azione formativa.
- Dimenticare il CUP. Il codice comunicato dall'ufficio va riportato su fatture e bonifici, pena la non ammissibilità delle fatture.
- Scegliere un corso interno. La formazione svolta in azienda o sul luogo di lavoro non è agevolabile.
- Restare sotto la soglia. Una quota inferiore a 400 euro per persona e per corso non dà diritto al contributo.
- Trascurare la regola del 31 ottobre. Se l'azione formativa si conclude entro l'anno solare, la domanda va presentata entro il 31 ottobre di quell'anno, oltre che entro il giorno prima dell'inizio.
- Modificare il preventivo. Il preventivo approvato è vincolante e non sono ammesse variazioni; calendario, partecipanti, orari o sede vanno comunicati tempestivamente e motivati.
Come valutarlo nel piano di investimenti?
Conviene collegare la formazione agli investimenti già previsti, per esempio un nuovo impianto o un cambio di processo. Ragionare per azione formativa, e non per singolo corso, aiuta a stare dentro i limiti annui per impresa e per persona e a coinvolgere le figure giuste.
Conviene inoltre verificare due aspetti prima di scegliere l'ente: che il corso non sia già presente, in forma comparabile, nell'offerta delle scuole professionali provinciali in lingua italiana, e che lo spazio «de minimis» dell'impresa sia sufficiente, visto che per il cumulo si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 2831/2023. Le domande sono finanziate in ordine cronologico fino a esaurimento dei fondi: per questo conviene definire il calendario dei corsi con anticipo.
Con il metodo FAS colleghiamo il piano formativo agli investimenti previsti e controlliamo requisiti, tempi e cumulabilità prima dell'iscrizione. Se vuoi formare i tuoi collaboratori con corsi esterni, prenota una consulenza: verifichiamo insieme ammissibilità e coerenza con il tuo piano di investimenti. La prima consulenza è gratuita.
Fonti ufficiali
- [Provincia autonoma di Bolzano – myCIVIS, Contributi per imprese per la formazione extra aziendale – voucher aziendali (codice servizio 1060)](https://mycivis.civis.bz.it/it/Services/ServiceDetail/?id=1060)
- [Criteri per la concessione di contributi per la formazione continua, Allegato C – D.G.P. 1056/2025 (PDF)](https://mycivis.civis.bz.it/File/download.aspx?Entity=msdyn_kbattachment&Attribute=msdyn_fileattachment&Id=081299f2-b001-f111-8406-7ced8d147e42)
- [Decreto n. 287/2026 – quota di partecipazione riconosciuta per ora di lezione nel 2026 (PDF)](https://mycivis.civis.bz.it/File/download.aspx?Entity=msdyn_kbattachment&Attribute=msdyn_fileattachment&Id=79850c5d-2b3e-f111-88b4-6045bd8978c8)