Che cos'è il Protocollo Sviluppo Trentino e chi lo promuove
Il Protocollo Sviluppo Trentino è un insieme di linee di finanziamento bancario assistite da un contributo della Provincia autonoma di Trento che riduce il costo del debito. Nasce da un Protocollo d'intesa tra Provincia, Cassa del Trentino S.p.A., banche e Confidi, integrato dal Primo Atto Aggiuntivo, che contiene anche la nuova Linea Ricerca e Innovazione (Allegato 1.C). Con la deliberazione n. 779 del 25 maggio 2026 la Giunta provinciale ha prorogato i termini per le domande e approvato il Primo Atto Aggiuntivo e il nuovo Avviso.
La base normativa è la Legge provinciale 6 luglio 2023, n. 6. Il contributo è concesso dall'Agenzia Provinciale per l'Incentivazione delle Attività Economiche (APIAE) e rientra nel regime de minimis del Regolamento (UE) n. 2023/2831.
La logica è diversa da un bando a fondo perduto sulle spese: l'impresa negozia un finanziamento con una banca aderente, ottiene la garanzia di un Confidi e riceve dalla Provincia un contributo calcolato sull'importo mutuato.
Chi può presentare domanda?
Possono accedere le piccole e medie imprese e le grandi imprese mid cap ammissibili all'operatività del Fondo Centrale di Garanzia che, alla data della domanda:
- sono costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese con un'unità operativa attiva in provincia di Trento, dove si realizza l'iniziativa;
- sono registrate con un codice ATECO previsto nell'Allegato 3 del Protocollo («Elenco codici ATECO»);
- rispettano i requisiti dell'articolo 6 «Soggetti beneficiari» dell'Avviso;
- hanno un progetto di crescita dimensionale, transizione green o ricerca e innovazione non già finanziato né avviato.
Per mid cap il modulo di domanda intende le imprese diverse dalle PMI con non più di 499 dipendenti e in possesso dei requisiti per accedere alla garanzia del Fondo Centrale di Garanzia.
Il requisito sul progetto è il più delicato: non devono esistere documenti di spesa precedenti alla data della domanda di finanziamento.
Che cosa finanzia? Le tre linee
Il Protocollo prevede tre linee, con contenuti dettagliati negli allegati del Primo Atto Aggiuntivo.
- Linea Crescita (Allegato 1.A): operazioni di incremento dimensionale, cioè acquisto d'azienda o di ramo d'azienda anche nell'ambito di un passaggio generazionale, acquisto di azioni o quote di maggioranza o di minoranza, operazioni di Buy-Out e fusioni per incorporazione.
- Linea Green (Allegato 1.B): investimenti per la transizione ecologica, la tutela dell'ambiente, l'economia circolare e l'efficienza energetica di cui alla L.P. 6/2023.
- Linea Ricerca e Innovazione (Allegato 1.C): investimenti in ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione tecnologica, di processo e dell'organizzazione di cui alla L.P. 6/2023. Le domande su questa linea sono possibili dalle ore 12:00 del 30 giugno 2026.
Per la Linea Ricerca e Innovazione il modulo chiede di indicare se hai presentato, o intendi presentare, domanda per gli aiuti alla ricerca della L.P. 6/2023; in caso contrario va allegata un'attestazione tecnica che dimostri l'aderenza delle attività alle finalità della linea.
Quali sono le condizioni del finanziamento?
Le tre linee hanno caratteristiche comuni:
- durata: da minimo 5 a massimo 9 anni, di cui 1 anno di preammortamento;
- ammortamento: da minimo 4 a massimo 8 anni;
- tasso variabile: non superiore all'Euribor 6 mesi maggiorato di uno spread massimo di 200 bps per le durate di 5 anni e di 250 bps per le durate superiori;
- tasso fisso: non superiore all'IRS di durata pari a quella del finanziamento, con gli stessi spread massimi;
- garanzia Confidi: rilasciata da Cooperfidi o da Confidi Trentino Imprese, aderenti al Protocollo.
Le banche aderenti indicate dalla Provincia sono Cassa Centrale Banca (con Banca per il Trentino Alto Adige e le Casse Rurali elencate nella scheda), Sparkasse, Volksbank, Raiffeisen, Mediocredito Trentino Alto Adige e Banco BPM. L'elenco aggiornato è pubblicato sul sito di Cassa del Trentino S.p.A.
Quanto vale il contributo provinciale?
Il contributo è forfettario e pari all'1,50% dell'importo inizialmente mutuato della linea di finanziamento attivata. Viene determinato entro un importo mutuato minimo di 50.000 euro e massimo di 500.000 euro; banche e imprese possono comunque concordare finanziamenti di importo inferiore o superiore alle condizioni del Protocollo.
Il contributo è erogato annualmente, dopo il pagamento della rata di interessi e la presentazione della documentazione prevista. Ogni anno l'impresa trasmette via PEC ad APIAE la documentazione entro 120 giorni dal pagamento delle rate relative ai 12 mesi.
Due aspetti incidono sulla pianificazione finanziaria. Il contributo rientra nel massimale de minimis di 300.000 euro nell'arco di tre anni per impresa unica. Inoltre il modulo di domanda prevede, salvo i casi di esclusione, la ritenuta d'acconto del 4% sul contributo pubblico, ferma restando l'esclusione delle agevolazioni per l'acquisto di beni strumentali.
Scadenze e come si presenta la domanda
Le domande su tutte le linee possono essere presentate fino al 30 luglio 2027. Ogni impresa può presentare una sola domanda di attivazione di finanziamento, scegliendo tra Linea Crescita, Linea Green o Linea Ricerca e Innovazione.
La domanda si invia solo tramite la piattaforma informatica della Provincia, raggiungibile dalla scheda del servizio, con SPID di livello 2. Va assolta la marca da bollo da 16 euro, se dovuta. Al 22 ottobre 2026 la scheda ufficiale indica il servizio come «Attivo», con domande fino al 30 luglio 2027. Prima di fissare i tempi con la banca conviene verificare con SPID l'accesso alla piattaforma; per problemi sulla procedura informatica la scheda indica un numero verde di assistenza.
L'inserimento della domanda in piattaforma non chiude il percorso: banche e Confidi richiedono la propria documentazione per concedere il finanziamento. APIAE concede il contributo entro 90 giorni dall'erogazione del finanziamento da parte della banca.
Errori da evitare prima di partire
- Spese già sostenute. Un documento di spesa con data anteriore alla domanda di finanziamento rende il progetto non ammissibile.
- Codice ATECO non verificato. L'unità operativa trentina deve essere registrata con un codice compreso nell'Allegato 3 del Protocollo.
- Linea scelta male. Ogni impresa presenta una sola domanda, su una sola linea: conviene scegliere quella in cui il progetto rientra pienamente secondo gli allegati del Primo Atto Aggiuntivo.
- Capienza de minimis. Prima della domanda va verificato quanto resta del massimale dell'impresa unica, considerando anche le società collegate.
- Obblighi successivi. L'Avviso prevede obblighi a carico del beneficiario (art. 14) e, in caso di violazione, decadenza o riduzione del contributo (art. 17).
Come valutarlo nel piano di investimenti
Il Protocollo non sostituisce la valutazione del progetto: riduce il costo di un debito che l'impresa deve comunque sostenere. Ha senso quando l'operazione, un'acquisizione, un investimento green o un programma di innovazione, è già coerente con il piano industriale e la struttura finanziaria sostiene il nuovo indebitamento a 5-9 anni. Prima di candidarti conviene allineare tre elementi: i tempi, perché nessuna spesa può partire prima della domanda; la scelta della banca aderente e del Confidi; la cumulabilità con altri aiuti sullo stesso progetto, a partire da quelli della L.P. 6/2023 per la ricerca.
Con il metodo FAS mettiamo in fila queste verifiche prima di presentare la domanda, così da arrivare in banca con un progetto ammissibile e documentato.
Fonti ufficiali
- Scheda del servizio «Protocollo Sviluppo Trentino», Provincia autonoma di Trento: https://www.provincia.tn.it/Servizi/Protocollo-Sviluppo-Trentino
- Fac-simile della domanda (versione 2), Provincia autonoma di Trento: https://www.provincia.tn.it/content/download/67086/4672492/file/FACSIMILE_-_Domanda_Protocollo_Sviluppo_Trentino_v.2.pdf
- Deliberazione della Giunta provinciale n. 779 del 25 maggio 2026: https://www.provincia.tn.it/Amministrazione/Documenti/Deliberazione-della-Giunta-Provinciale-n.-779-del-25-05-2026
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