Che cos'è «Investimento e Sviluppo» e chi lo gestisce?
«Investimento e Sviluppo» è una linea di finanziamenti a tasso agevolato della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per iniziative di investimento e sviluppo produttivo. La disciplina è nella legge regionale 27 febbraio 2012, n. 2 e nel regolamento approvato con D.P.Reg. 3 febbraio 2023, n. 25. La misura è amministrata dal Comitato di gestione del FRIE; il riferimento regionale è il Servizio per l'accesso al credito delle imprese della Direzione centrale attività produttive e turismo.
La scheda ufficiale indica un canale sempre attivo: non c'è una finestra con data di chiusura, ma un percorso che passa dalla banca.
Chi può presentare domanda?
Possono accedere tre categorie di soggetti con sede operativa nel territorio regionale:
- PMI iscritte nel Registro delle imprese;
- grandi imprese iscritte nel Registro delle imprese che svolgono le attività di servizi elencate nell'allegato C del regolamento;
- liberi professionisti iscritti a ordini, associazioni professionali, albi o elenchi pubblici, insieme agli studi associati e alle società professionali da loro costituiti.
Può presentare domanda anche chi oggi non ha una sede operativa in Friuli Venezia Giulia, se si impegna ad attivarla entro la data di conclusione dell'iniziativa. Il vincolo è stringente: se la sede non viene attivata e registrata nel Registro delle imprese entro quella data, l'intervento deliberato è revocato.
Che cosa finanzia?
Per le PMI sono ammissibili due tipologie di investimento:
1. creazione di un nuovo stabilimento, ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, diversificazione della produzione o cambiamento sostanziale del processo produttivo; 2. acquisizione di attivi di uno stabilimento che è stato chiuso o sarebbe stato chiuso senza tale acquisizione.
Per le grandi imprese valgono la creazione di un nuovo stabilimento o la diversificazione delle attività di uno stabilimento esistente, e l'acquisizione di attivi di uno stabilimento chiuso, purché le nuove attività non siano uguali o simili a quelle già svolte.
Sia per le PMI sia per le grandi imprese sono ammesse anche altre iniziative dirette allo sviluppo e al rafforzamento aziendale, come la mera sostituzione di macchinari esistenti con macchinari nuovi. In questo caso il finanziamento è concesso soltanto in regime de minimis.
Le spese ammissibili sono elencate agli articoli 13 e 14 del regolamento: è lì che va verificata, voce per voce, l'ammissibilità delle spese del tuo piano di investimenti.
Quanto vale l'agevolazione?
Il finanziamento copre al massimo l'80% del programma di investimento ritenuto ammissibile, con un importo da 25.000 euro a 4 milioni di euro e una durata massima di 25 anni. Il tasso è fisso:
- 1,20% per finanziamenti agevolati fino a 150.000 euro;
- 1,30% per importi superiori.
L'aiuto è concesso in esenzione, ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014 (articoli 14, 17 e 22), oppure in de minimis, ai sensi del regolamento (UE) n. 2023/2831. Per nuovi stabilimenti, ampliamenti, diversificazioni e acquisizioni di attivi la scelta del regime spetta al richiedente; per le altre iniziative di sviluppo si applica solo il de minimis.
Insieme al finanziamento si può chiedere una contribuzione integrativa per l'abbattimento degli oneri finanziari. La pagina regionale riporta però la comunicazione di esaurimento delle risorse ex art. 33 LR 7/2000 per questa voce: prima di inserirla nel piano finanziario va verificata la disponibilità con la banca o con la segreteria del Comitato di gestione.
Come si presenta la domanda e quali sono i tempi?
La domanda si presenta a una delle banche convenzionate con la Regione, con l'apposita modulistica. Il procedimento si svolge in due fasi.
Fase I – domanda in banca. In generale la domanda va presentata alla banca prima dell'avvio dell'iniziativa e sono ammissibili i costi sostenuti dopo la presentazione. In regime de minimis la domanda può essere presentata anche dopo l'avvio e sono ammissibili anche i costi sostenuti nei 60 giorni precedenti. La richiesta di contribuzione integrativa fa parte della stessa domanda e non può essere presentata separatamente.
Fase II – istruttoria e delibera. La banca svolge l'istruttoria bancaria e, se l'esito è positivo, trasmette al Comitato di gestione la richiesta di deliberazione dell'intervento. Dopo la delibera si stipula il contratto di finanziamento tra impresa e banca. Il finanziamento è erogato in base all'avanzamento dei lavori accertato dalla banca; la rata di saldo arriva dopo l'accertamento che l'iniziativa è stata completamente realizzata, è funzionante e dispone di tutte le autorizzazioni necessarie.
Quali requisiti verificare prima di partire?
- Data di avvio. Se l'iniziativa parte prima della domanda in banca, resta disponibile solo il regime de minimis, con costi ammissibili limitati ai 60 giorni precedenti.
- Scelta del regime. Esenzione e de minimis hanno regole diverse su tempi di avvio e tipologie di iniziativa: per nuovi stabilimenti, ampliamenti, diversificazioni e acquisizioni di attivi la scelta spetta a te.
- Tipologia di iniziativa. La sostituzione di macchinari rientra tra le altre iniziative di sviluppo: è finanziabile, ma solo in de minimis.
- Grandi imprese. L'accesso è limitato alle attività di servizi dell'allegato C e, per nuovi stabilimenti o acquisizioni, a nuove attività non uguali o simili a quelle esistenti.
- Sede operativa. Se non è ancora in regione, attivarla entro la conclusione dell'iniziativa è condizione per non perdere l'agevolazione.
- Merito di credito. La delibera del Comitato arriva solo dopo un'istruttoria bancaria positiva: la documentazione economico-finanziaria va preparata con cura.
Come valutarlo nel piano di investimenti?
Un finanziamento agevolato non è un contributo a fondo perduto: va rimborsato. Il vantaggio sta nel tasso fisso, nella durata fino a 25 anni e nella copertura fino all'80% del programma ammissibile. Per questo conviene verificare tre aspetti prima di andare in banca.
Il primo è la coerenza: l'iniziativa deve ricadere in una delle tipologie ammesse e le spese devono rientrare negli articoli 13 e 14 del regolamento. Il secondo sono i tempi: avviare l'iniziativa prima della domanda in banca lascia aperto solo il regime de minimis. Il terzo è la cumulabilità: va verificato come il regime scelto, esenzione o de minimis, si combina con le altre agevolazioni che intendi chiedere sugli stessi costi.
Con il metodo FAS partiamo dal piano di investimenti, non dal bando: ricostruiamo il fabbisogno finanziario, valutiamo il regime più adatto e prepariamo la documentazione per l'istruttoria bancaria.
Fonti ufficiali
- [Scheda «Finanziamenti agevolati Investimento e Sviluppo» – Lavoro e SviluppoImpresa FVG](https://www.lavoroimpresa.fvg.it/Portale/incentivi_dettaglio.aspx?GUID=e6e88b70-026e-413f-a6ff-331721be9a96&BK=T)
- [Pagina regionale «Finanziamenti agevolati Investimento e sviluppo»](https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/accesso_al_credito/FOGLIA205/)
- [D.P.Reg. 3 febbraio 2023, n. 25 – Regolamento](https://lexview-int.regione.fvg.it/FontiNormative/Dettaglio.aspx?Id=6835)
- [Contribuzione integrativa – scheda regionale (PDF)](https://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/economia-imprese/accesso_al_credito/FOGLIA205/allegati/Contribuzioni_integrative_InvestimentoSviluppo_eventi_calamitosi_10102023.pdf)
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