Il FRIE, Fondo di rotazione per iniziative economiche, è lo strumento con cui la Regione Friuli Venezia Giulia finanzia a tasso agevolato gli investimenti produttivi delle imprese. Non funziona a finestre: il canale è sempre attivo e la domanda passa da una banca convenzionata. Qui trovi beneficiari, investimenti finanziabili, condizioni del mutuo e procedura, ripresi dalle fonti ufficiali.

Che cos'è il FRIE e chi lo gestisce?

Il FRIE concede mutui a tasso agevolato in conformità alla normativa sul Fondo di rotazione per iniziative economiche della legge 18 ottobre 1955, n. 908. Il riferimento regionale è il Servizio per l'accesso al credito delle imprese della Direzione centrale attività produttive e turismo; la misura è amministrata dal Comitato di gestione previsto dall'articolo 10 della legge regionale 2/2012. Il quadro normativo comprende la legge regionale 27 febbraio 2012, n. 2 e il regolamento approvato con decreto del Presidente della Regione 3 febbraio 2023, n. 25.

I mutui riguardano:

  • costruzione, riattivazione, trasformazione, ammodernamento e ampliamento di stabilimenti industriali e aziende artigiane;
  • costruzioni navali;
  • attività turistico-alberghiere;
  • altre iniziative necessarie allo sviluppo industriale;
  • iniziative imprenditoriali svolte nell'ambito portuale di Trieste;
  • iniziative delle imprese edili, limitatamente agli investimenti di carattere industriale.

Chi può presentare domanda?

Possono accedere le PMI e le grandi imprese con sede operativa sul territorio regionale, iscritte nel Registro delle imprese. Può presentare domanda anche chi non ha ancora una sede operativa in regione, se si impegna ad attivarla entro la data di conclusione dell'iniziativa: in caso contrario l'intervento deliberato è revocato.

I criteri operativi del Comitato di gestione fissano due precondizioni. Non si prendono in considerazione imprese che non sono in regola con l'ammortamento di finanziamenti già ottenuti sui fondi di rotazione regionali. Non si concedono nuovi finanziamenti a soggetti ai quali, nei tre anni precedenti, sono stati revocati finanziamenti per inadempimento o violazione di norme imperative.

Quali investimenti finanzia?

Per le PMI sono ammissibili:

  • creazione di un nuovo stabilimento, ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, diversificazione della produzione o cambiamento sostanziale del processo produttivo;
  • acquisizione di attivi di uno stabilimento che è stato chiuso o sarebbe stato chiuso senza l'acquisizione.

Per le grandi imprese sono ammissibili la creazione di un nuovo stabilimento o la diversificazione delle attività di uno stabilimento esistente, e l'acquisizione di attivi di uno stabilimento chiuso, purché in entrambi i casi le nuove attività non siano uguali o simili a quelle già svolte.

Per tutte le imprese sono finanziabili anche altre iniziative dirette allo sviluppo e al rafforzamento aziendale, come la mera sostituzione di macchinari esistenti con macchinari nuovi: in questo caso soltanto in regime de minimis.

Quali spese sono ammissibili?

Le spese ammissibili sono elencate negli articoli 13 e 14 del regolamento. I criteri operativi del Comitato di gestione (versione del 23/07/2026) ne precisano il perimetro:

  • terreni e fabbricati: acquisto, costruzione, ampliamento, ammodernamento e ristrutturazione, con condizioni specifiche sul titolo di godimento;
  • impianti e macchinari nuovi, il cui prezzo può essere desunto dalle offerte esibite dall'impresa;
  • software, hardware, dotazioni d'ufficio, attrezzature del processo produttivo e stampi;
  • beni immateriali come brevetti, licenze e marchi, entro un massimo di 1 milione di euro e non oltre il 50% del programma di spesa;
  • progettazione e direzione lavori entro il 10% della spesa ammessa a cui si riferiscono;
  • per le sole PMI in de minimis, consulenze esterne non continuative fino al 50% dei costi ammissibili.

Non sono ammissibili, tra l'altro, gli autoveicoli targati per il trasporto merci su strada, le spese notarili, gli oneri fiscali e l'acquisto di quote o azioni di società.

Quanto vale il finanziamento?

  • Copertura: fino al 75% del programma di investimento ritenuto ammissibile, salva la possibilità di chiedere importi minori.
  • Importo: da un minimo di 100 mila euro a un massimo di 20 milioni di euro.
  • Durata: ammortamento massimo di 15 anni, più un massimo di 2 anni di preammortamento.
  • Tasso variabile: Euribor a 6 mesi ridotto del 20% per le grandi imprese, del 50% per le medie e del 65% per le piccole.
  • Tassi minimi: 0,95% per finanziamenti fino a 2.500.000 euro, 0,85% tra 2.500.000 e 7.500.000 euro, 0,45% oltre 7.500.000 euro.

Il regime di aiuto è, a seconda dei casi, il regolamento (UE) n. 651/2014 (articoli 14, 17 e 22) oppure il de minimis del regolamento (UE) n. 2023/2831.

Insieme al mutuo si può chiedere una contribuzione integrativa per l'abbattimento degli oneri finanziari. La pagina regionale segnala però l'esaurimento delle risorse ex art. 33 della LR 7/2000: la disponibilità va verificata prima di inserirla nel piano.

Scadenze e come si presenta la domanda

Non c'è una scadenza: la misura è indicata come canale sempre attivo.

La procedura si svolge in due fasi.

1. Domanda in banca. Presenti la domanda a una delle banche convenzionate con la Regione, con l'apposita modulistica. In generale va presentata prima dell'avvio dell'iniziativa e sono ammissibili i costi sostenuti dopo la presentazione. In regime de minimis la domanda può arrivare anche dopo l'avvio, con costi ammissibili nei 60 giorni precedenti, purché lo stato di avanzamento dei lavori non superi il 30% del programma. 2. Istruttoria e delibera. La banca svolge l'istruttoria e, se l'esito è positivo, trasmette al Comitato di gestione la richiesta di deliberazione. Dopo la delibera si stipula il contratto; il mutuo è erogato in base all'avanzamento dei lavori e la rata di saldo dopo l'accertamento che l'iniziativa è completata, funzionante e provvista delle autorizzazioni.

Errori da evitare prima di partire

  • Avviare i lavori prima della domanda nelle operazioni in esenzione: la data di ricevimento in banca deve essere antecedente all'avvio, anche per l'effetto incentivante.
  • Scegliere il regime sbagliato. La sostituzione di macchinari, per esempio, è finanziabile solo in de minimis.
  • Sottovalutare i limiti di spesa su beni immateriali, progettazione e consulenze.
  • Rimandare le autorizzazioni. Per i lavori che le richiedono, di massima vanno ottenute prima della stipula.
  • Non verificare i settori esclusi. Negli interventi in esenzione sono esclusi, tra gli altri, pesca e acquacoltura e produzione primaria di prodotti agricoli; per gli aiuti a finalità regionale alle PMI anche siderurgia, carbone, costruzione navale e fibre sintetiche. Non possono accedere le imprese in difficoltà.
  • Trascurare il cumulo. Gli aiuti in esenzione non si cumulano con altri aiuti sugli stessi costi oltre i massimali del regolamento (UE) n. 651/2014; quelli in de minimis devono rispettare il plafond massimo previsto.

Come valutarlo nel piano di investimenti?

Il FRIE può coprire fino al 75% del programma ammissibile, con ammortamento fino a 15 anni: incide sulla struttura finanziaria dell'intero investimento, non sul singolo bene. Prima di andare in banca conviene verificare tre punti. La scelta tra regime in esenzione e de minimis, che cambia iniziative e spese ammesse. La sequenza tra domanda, avvio dei lavori e autorizzazioni. Il cumulo con eventuali contributi a fondo perduto sugli stessi costi.

Conta anche la qualità del progetto: se le disponibilità del Fondo non bastano per tutte le domande istruite, i criteri operativi danno priorità, tra gli altri, agli investimenti con il maggiore incremento occupazionale, al recupero di siti industriali dismessi, all'aumento della produttività e alle imprese che si insediano per la prima volta in regione.

Fonti ufficiali

  • [Scheda «Finanziamenti agevolati FRIE» – Lavoro e SviluppoImpresa FVG](https://www.lavoroimpresa.fvg.it/Portale/incentivi_dettaglio.aspx?GUID=9b986db4-7ba0-4380-a3dc-acb14488a69f&BK=T)
  • [Pagina «Finanziamenti agevolati FRIE» – Regione Friuli Venezia Giulia](https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/accesso_al_credito/FOGLIA204/)
  • [Criteri operativi FRIE del Comitato di gestione, 23/07/2026 (PDF)](https://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/economia-imprese/accesso_al_credito/FOGLIA204/allegati/CRITERI_OPERATIVI_FRIE-FREIEFVG_07_26.pdf)

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