Che cos'è il bando coproduzioni minoritarie 2026 e chi lo promuove?
È il bando per i contributi selettivi alle opere cinematografiche realizzate in coproduzione o compartecipazione internazionale minoritaria, emanato dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo (DGCA) del Ministero della Cultura ai sensi dell'articolo 26 della legge n. 220 del 2016. Sostiene la produzione di lungometraggi in cui la partecipazione delle imprese italiane è minoritaria rispetto ad almeno una delle imprese non italiane che detengono la quota più alta dei diritti di utilizzazione e sfruttamento dell'opera.
Per il 2026 la dotazione è di 5 milioni di euro. È un contributo selettivo: ogni progetto viene valutato dalla Commissione degli esperti, che assegna un punteggio per ciascun criterio e redige la graduatoria.
Chi può presentare domanda?
Può presentare domanda un'impresa cinematografica o audiovisiva italiana, anche in associazione con altre imprese italiane, nell'ambito di un rapporto di coproduzione o compartecipazione internazionale. A pena di inammissibilità il richiedente deve:
- avere sede legale nello Spazio Economico Europeo ed essere soggetto a tassazione in Italia;
- non essere qualificabile come impresa non europea ed essere produttore indipendente;
- essere iscritto nella sezione ordinaria del Registro delle imprese e operare con il codice Ateco 59.1;
- aver depositato l'ultimo bilancio, salvo i casi di esenzione previsti dalla legge;
- aver prodotto almeno un'opera audiovisiva ammessa ai benefici di legge e diffusa al pubblico negli ultimi cinque anni, salvo le imprese di nuova costituzione (costituite da non più di 36 mesi);
- avere stipulato i contratti assicurativi contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali previsti dalla legge 30 dicembre 2023, n. 213.
Sul progetto valgono altri tre requisiti. Entro la data della domanda l'opera deve avere ottenuto la nazionalità italiana in via provvisoria come coproduzione o compartecipazione, oppure il richiedente deve aver inoltrato l'istanza. Le imprese italiane devono detenere una quota dei diritti non inferiore al 20%, ridotta al 10% se sono coinvolte imprese di più di due Paesi. Alla data della domanda, il costo della quota del Paese maggioritario deve essere coperto da fonti finanziarie confermate e certificate per almeno il 50% di quella quota.
Che cosa finanzia il bando?
Finanzia la produzione di lungometraggi, cioè opere di durata complessiva superiore a 52 minuti, destinate prioritariamente alla sala. Sono ammissibili i costi della Tabella 2 del bando che siano riferiti solo alla quota delle imprese italiane, strettamente correlati al progetto e documentati secondo le norme contabili e fiscali: scrittura e acquisto diritti, regia, cast artistico, pre-produzione e produzione, animazione, post-produzione e lavorazioni tecniche. Sono ammissibili anche i costi della certificazione contabile e quelli di traduzione e registrazione dei contratti per gli adempimenti relativi al Pubblico Registro (PRCA).
Non sono ammissibili le spese varie, tra cui costi di amministrazione, oneri assicurativi e finanziari, spese legali, promozione e marketing e completion bond, né le spese generali, comprese le producer's fees. Sono esclusi anche i costi legati all'uso dell'intelligenza artificiale per le prestazioni artistiche degli attori, salvo gli effetti speciali alla voce «Attori principali».
Quanto vale il contributo?
Il contributo è determinato dagli esperti in base al punteggio, al costo ammissibile e al piano finanziario. Non può superare il contributo richiesto, il 60% dei costi ammissibili e, in ogni caso, 300.000 euro. Il contributo assegnato non è inferiore al 70% del contributo massimo, salvo per il progetto ultimo assegnatario in graduatoria.
C'è poi il limite di intensità d'aiuto: i contributi del bando e le altre misure di sostegno pubblico non possono superare, complessivamente, il 50% del costo dell'opera, calcolato sulla sola quota italiana. Il limite è elevato al 60% per le produzioni dell'articolo 54, comma 7, lettera a) del Regolamento (UE) n. 651/2014, al 100% per le coproduzioni cui partecipano Paesi DAC e all'80% per le opere difficili indicate dal bando.
L'erogazione prevede un acconto del 60% del contributo assegnato, richiedibile non prima di sessanta giorni antecedenti l'inizio delle riprese, e il saldo solo dopo il riconoscimento della nazionalità in via definitiva.
Quali sono le scadenze e come si presenta la domanda?
La prossima finestra è la seconda sessione, che si apre il 30 novembre 2026 e chiude il 18 dicembre 2026, ore 23.59: fino al 30 novembre la domanda non si può inviare. La prima sessione si è chiusa il 28 settembre 2026. La domanda si presenta solo sulla piattaforma DGCOL, firmata digitalmente dal legale rappresentante e completa della comprova di pagamento del contributo per le spese istruttorie.
Prima dell'invio occorre compilare o aggiornare l'anagrafica del soggetto e quella dell'opera e richiedere la nazionalità italiana provvisoria. Tra i documenti obbligatori figurano soggetto, sceneggiatura (trattamento per i documentari), profilo dei personaggi, contratto di coproduzione o deal memo sottoscritto da tutte le parti, budget complessivo con piano finanziario, piano di lavorazione, relazione artistica del regista, relazione analitica dell'impresa, Allegato 1 e contratto assicurativo.
Le graduatorie sono approvate con decreto entro centoventi giorni dal termine di presentazione delle richieste. Per accedere al contributo serve un punteggio minimo totale di 75 punti, con soglie minime anche sui singoli criteri.
Quali errori evitare prima di candidarsi?
Diverse cause di inammissibilità ed esclusione previste dal bando riguardano la coerenza dei documenti. Prima dell'invio verifica questi punti:
- coerenza tra anagrafica dell'opera e memo-deal o contratto di coproduzione, che la DGCA raccomanda espressamente di controllare;
- assetto coproduttivo e quote identici a quelli della richiesta di nazionalità provvisoria, pena l'inammissibilità;
- copertura finanziaria della quota maggioritaria documentata e accompagnata da traduzione in italiano;
- sceneggiatura e materiali artistici non realizzati con sistemi di intelligenza artificiale, perché in quel caso l'opera è esclusa;
- materiali in lingua straniera con traduzione asseverata o dichiarazione sostitutiva, salvo quelli che il bando ammette in inglese;
- richieste di assistenza inviate per tempo: l'help desk indica tempi medi di risposta di 3 giorni lavorativi.
Come valutarlo nel piano di investimenti?
Conviene valutarlo partendo dal piano finanziario della quota italiana, perché la Commissione assegna punteggio proprio alla congruità dei costi, alla sostenibilità del piano economico finanziario e al livello di copertura. Prima di candidarti è utile verificare tre aspetti.
Il primo è la coerenza tra budget, quote di diritti e accordo di coproduzione. Il secondo sono i tempi: la richiesta definitiva va presentata entro ventiquattro mesi dall'approvazione della graduatoria, trentasei per le opere di animazione, a pena di decadenza. Il terzo è la cumulabilità con le altre misure pubbliche entro i limiti di intensità d'aiuto. Va pianificato anche l'obbligo di spendere sul territorio italiano un importo non inferiore all'80% del contributo concesso.
Il metodo FAS parte da qui: si ricostruisce il piano finanziario dell'opera, si misurano i requisiti di accesso e solo dopo si sceglie la sessione e il mix di strumenti.
Vuoi verificare il tuo progetto prima della seconda sessione?
Se stai sviluppando una coproduzione minoritaria, lo studio può affiancarti nella verifica dei requisiti, nella coerenza tra piano finanziario e contributo e nella tempistica di presentazione. La prima consulenza è gratuita.
Fonti ufficiali
- [DGCA, avviso del bando contributi selettivi coproduzioni minoritarie 2026](https://cinema.cultura.gov.it/avvisi/bando-contributi-selettivi-opere-cinematografiche-in-regime-di-coproduzione-o-di-compartecipazione-internazionale-minoritaria-anno-2026/)
- [Testo del bando 2026 (PDF)](https://cinema.cultura.gov.it/download/39589/)