Che cos'è e chi lo promuove
I «Contributi per progetti semplificati di sviluppo sperimentale» sono un'agevolazione della Provincia autonoma di Bolzano per progetti di sviluppo sperimentale con un volume fino a 50.000 euro. La misura è gestita dall'Ufficio Innovazione e tecnologia e si fonda sulla legge provinciale 14/2006 e sui criteri di attuazione approvati con la delibera 853/2025, in vigore dal 14.11.2025 e modificati con la delibera 149/2026.
L'obiettivo indicato nella scheda ufficiale è aumentare il grado di competitività delle imprese sui mercati favorendo l'innovazione. Rispetto ai progetti ordinari di ricerca e sviluppo, la versione semplificata ha un tetto di spesa contenuto e una valutazione centrata sul grado di innovazione del progetto.
Chi può presentare domanda?
Possono presentare domanda le PMI e le grandi imprese, in qualsiasi forma costituite, con unità produttiva in provincia di Bolzano e regolarmente iscritte nel registro delle imprese della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bolzano. Prima di candidarti verifica anche questi punti:
- l'unità produttiva va mantenuta attiva in provincia di Bolzano per almeno quattro anni dalla data di concessione dell'aiuto;
- i liberi professionisti non sono ammessi: la scheda ufficiale precisa che possono fare domanda solo le imprese;
- sono escluse le imprese in difficoltà secondo la normativa europea e i soggetti in scioglimento, in liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali;
- sono esclusi i soggetti iscritti come «sede secondaria» o «unità locale» che sul territorio provinciale non hanno dipendenti né svolgono un'attività continuativa.
Che cosa finanzia?
La misura finanzia i costi di un progetto di sviluppo sperimentale. I criteri chiedono di documentare il grado di innovazione, che si esprime in una riconoscibile differenza del prodotto, processo o servizio nuovo o migliorato rispetto allo stato attuale della tecnica, e il rischio nella realizzazione del progetto. Le spese ammissibili sono di tre tipi:
- costi interni: personale interno, spese generali forfettarie, macchinari, impianti, strumenti e attrezzature, fabbricati e terreni, materiali utilizzati direttamente dall'impresa;
- costi di terzi: ricerche contrattuali, consulenze, servizi analoghi e affitti da imputare esclusivamente all'attività di ricerca e sviluppo, compresi conoscenze tecniche e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne;
- spese generali supplementari, in misura forfettaria, fino a un massimo del 20 per cento delle spese di personale riconosciute ammissibili.
Due regole incidono in modo diretto sul piano dei costi. I costi di terzi sono ammissibili fino a un massimo del 70 per cento del totale dei costi ammissibili del progetto: oltre questa soglia l'ufficio li adegua in proporzione. Il personale interno si calcola con tariffe fisse giornaliere: 440,00 euro per titolari, soci, dirigenti, quadri e amministratori delegati; 288,00 euro per collaboratori con laurea o dottorato; 248,00 euro per collaboratori tecnici con diploma di maturità e per tecnici; 176,00 euro per collaboratori amministrativi e lavoratori non qualificati. Le ore ammissibili sono 8 al giorno e 1.720 all'anno per persona; per titolari e soci il limite è di 860 ore all'anno, salvo le imprese start-up.
Non sono ammissibili, tra le altre, le spese di viaggio, vitto e alloggio del personale interno, la partecipazione a convegni, la registrazione di marchi, l'IVA detraibile, le spese per pubblicità e marketing e le spese per investimenti aziendali.
Quanto vale l'agevolazione?
L'agevolazione è un aiuto in conto capitale calcolato sulle spese ammissibili, con intensità diverse secondo la dimensione dell'impresa:
- piccole imprese: fino al 45 per cento;
- medie imprese: fino al 35 per cento;
- grandi imprese: fino al 25 per cento.
Le spese ammissibili non possono superare l'importo massimo di 50.000,00 euro. La concessione avviene nei limiti degli stanziamenti del bilancio provinciale: se i fondi non sono sufficienti, la misura dell'agevolazione può essere ridotta oppure le domande possono essere archiviate d'ufficio.
Scadenze e come si presenta la domanda
Non è prevista alcuna scadenza per la presentazione delle domande di aiuto e se ne possono presentare più di una in un anno. L'istruttoria segue l'ordine cronologico di presentazione.
Dal 26.08.2026 la domanda si presenta esclusivamente tramite MyCivis, passando dalla misura generale «Contributi per progetti di ricerca industriale oppure di sviluppo sperimentale». Per il progetto semplificato servono la relazione tecnico-economica e il piano dei costi, oltre alla marca da bollo da 16 euro. La domanda va presentata prima dell'avvio dei lavori e deve indicare le date di inizio e fine del progetto, il responsabile, il piano degli investimenti e dei costi e i preventivi per importi superiori a 15.000,00 euro.
Dopo l'invio l'ufficio controlla la completezza, valuta la domanda e, in caso di esito positivo, redige il decreto di concessione. Le spese vanno rendicontate entro la fine dell'anno successivo a quello del provvedimento di concessione, o di imputazione della spesa se diverso: trascorso il termine senza rendicontazione, l'aiuto è revocato.
Quali requisiti verificare prima di partire?
Oltre al contenuto tecnico del progetto, i criteri e la scheda ufficiale fissano regole precise su tempi e documentazione:
- avviare i lavori prima della domanda: l'effetto di incentivazione richiede la domanda scritta prima dell'avvio dei lavori;
- costi di terzi troppo alti: oltre il 70 per cento del totale vengono ridotti in proporzione;
- ore dei titolari sovrastimate: il limite di 860 ore all'anno vale per titolari e soci, salvo le start-up;
- fatture senza CUP: ai fini della rendicontazione le fatture elettroniche devono riportarlo;
- pagamenti non conclusi: fatture e costi del personale devono essere pagati prima della rendicontazione;
- sede non operativa: un'unità locale senza dipendenti né attività continuativa non dà accesso all'aiuto.
Come valutarlo nel piano di investimenti?
Prima di candidarti conviene verificare tre aspetti. Il primo è la coerenza: il progetto deve avere un contenuto di sviluppo sperimentale documentabile, perché gli investimenti aziendali non rientrano tra le spese ammissibili. Se il perimetro supera il tetto di spesa della versione semplificata, va valutata la misura ordinaria per progetti di ricerca industriale oppure di sviluppo sperimentale, che ha regole proprie.
Il secondo è il calendario: la domanda precede l'avvio dei lavori e la rendicontazione ha un termine preciso, quindi date di inizio e fine vanno fissate con realismo già nel piano dei costi.
Il terzo è la cumulabilità: gli aiuti previsti dai criteri sono cumulabili con altri aiuti pubblici sugli stessi costi, purché il cumulo non superi l'intensità fissata dal regolamento (UE) n. 651/2014. Se sullo stesso progetto hai in programma altri incentivi, il conteggio va fatto prima della domanda.
Fonti ufficiali
- [Scheda ufficiale «Contributi per progetti semplificati di sviluppo sperimentale», MyCivis](https://mycivis.civis.bz.it/it/Services/ServiceDetail/?id=1501)
- [Misura generale per la presentazione della domanda, MyCivis](https://mycivis.civis.bz.it/it/Services/ServiceDetail/?id=1499)
- [Criteri di attuazione, delibera 853/2025 (PDF)](https://mycivis.civis.bz.it/File/download.aspx?Entity=msdyn_kbattachment&Attribute=msdyn_fileattachment&Id=47293cc9-1500-f111-8406-7ced8d147315)
- [Modifiche ai criteri, delibera 149/2026 (PDF)](https://mycivis.civis.bz.it/File/download.aspx?Entity=msdyn_kbattachment&Attribute=msdyn_fileattachment&Id=15b3ae42-943c-f111-88b4-7ced8d147a2a)
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