La Provincia autonoma di Bolzano sostiene con un contributo in conto interesse le imprese che finanziano con un mutuo bancario, o di una SGR, investimenti in sostenibilità (ESG) e innovazione. La misura abbatte il costo del debito nei primi due anni e si attiva direttamente presso la banca. Qui trovi requisiti, condizioni del finanziamento, tempi e modalità di domanda, ripresi dalle fonti ufficiali.
Che cos'è e chi lo promuove?
È una misura dell'Ufficio Innovazione e tecnologia della Provincia autonoma di Bolzano, disciplinata dalla deliberazione della Giunta provinciale del 28 novembre 2025, n. 988, che ha modificato i criteri di attuazione della legge provinciale 19 gennaio 2012, n. 4 («Cooperative di garanzia fidi e accesso al credito da parte delle imprese»).
Funziona grazie alla collaborazione tra tre soggetti:
- l'Ufficio Innovazione e tecnologia, che concede il contributo in conto interesse in regime de minimis;
- le banche con filiali in Alto Adige e le SGR con sede in Alto Adige firmatarie del protocollo d'intesa con la Provincia, che erogano il finanziamento a tasso agevolato;
- le Cooperative di garanzia fidi firmatarie del protocollo, che concedono una garanzia dell'80% con eventuale controgaranzia del Fondo centrale di Garanzia.
L'obiettivo dichiarato è incentivare le imprese che investono nello sviluppo sostenibile e nell'innovazione.
Chi può presentare domanda?
Possono accedere:
- le micro, piccole e medie imprese, comprese le imprese agricole;
- le imprese di maggiori dimensioni rispondenti ai parametri della Banca europea per gli investimenti, con un massimo di 3.000 dipendenti (le cosiddette Mid Cap).
In entrambi i casi l'impresa deve avere sede e/o unità produttiva in provincia di Bolzano, essere iscritta nel registro delle imprese della Camera di commercio di Bolzano e risultare attiva. Deve inoltre essere classificata «in bonis» dalla banca o dalla SGR finanziatrice e non rientrare tra le imprese in difficoltà ai sensi dell'articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014.
Sono escluse le imprese che svolgono le attività dell'allegato V, lettera B, del regolamento (UE) 2021/523, escluse dal sostegno del fondo InvestEU. I liberi professionisti non possono presentare domanda.
Che cosa finanzia?
Il contributo abbatte il costo del debito dei finanziamenti attivati per investimenti non ancora avviati in tre ambiti:
- ambiente (environment) e innovazione;
- sociale (social) e innovazione;
- gestione aziendale (governance) e innovazione.
La Provincia mette a disposizione delle banche e delle SGR una lista degli investimenti finanziabili, consultabile presso gli istituti. Banca, SGR e Cooperativa di garanzia fidi verificano la coerenza tra la finalità dell'investimento che dichiari nel modulo di domanda e il perimetro degli investimenti ammissibili.
Il nuovo finanziamento non può essere utilizzato per estinguere, in tutto o in parte, debiti bancari contratti in precedenza.
Quanto vale l'agevolazione?
Il contributo è pari al 2,5% annuo del valore inizialmente mutuato, per i primi due anni del finanziamento. La Provincia lo riconosce su importi mutuati da un minimo di 30.000 euro a un massimo di 500.000 euro; le banche o le SGR possono comunque accordare mutui di importo superiore.
Le condizioni del finanziamento fissate dal protocollo sono:
- durata massima di 10 anni, con preammortamento massimo di 2 anni compreso nel periodo di ammortamento;
- tasso variabile non superiore all'Euribor a 3 mesi maggiorato di uno spread massimo di 150 punti base per i finanziamenti assistiti da garanzia di una Cooperativa di garanzia fidi con controgaranzia del Fondo centrale di Garanzia o direttamente dal Fondo, e di 220 punti base per quelli assistiti dalla garanzia della Cooperativa di garanzia fidi;
- commissione una tantum massima dello 0,5% dell'importo, oltre ai costi della garanzia del Fondo centrale, agli oneri di gestione contrattuale e agli oneri fiscali;
- erogazione unica per l'intero importo;
- penale di estinzione anticipata facoltativa, nel limite massimo dell'1% del debito residuo.
Per la garanzia, le Cooperative possono addebitare un costo annuo non superiore allo 0,45% dell'importo al netto della riassicurazione, oltre ai costi della controgaranzia del Fondo centrale, con addebito «up front»; senza controgaranzia del Fondo centrale il tetto è lo 0,65%, con addebito annuale.
Quali garanzie servono?
Il finanziamento deve essere assistito dalla garanzia delle Cooperative di garanzia fidi con controgaranzia del Fondo centrale di Garanzia, oppure direttamente dal Fondo centrale. Le Mid Cap e le imprese non ammissibili al Fondo centrale possono usare anche la garanzia delle Cooperative senza controgaranzia. Le banche e le SGR possono acquisire ulteriori fideiussioni personali.
Scadenze e come si presenta la domanda
La misura ha preso il via a febbraio 2026 e vale per i finanziamenti concessi fino al 31 luglio 2030 incluso: fa fede la data della delibera della banca o della SGR.
La domanda di contributo si presenta alla banca o alla SGR di fiducia che ha firmato il protocollo, contestualmente alla richiesta di finanziamento. Nella domanda dichiari la linea di finanziamento, la finalità dell'investimento e il possesso dei requisiti di accesso. Il costo è una marca da bollo da 16 euro. Puoi realizzare più investimenti e quindi presentare più domande.
L'iter prevede l'istruttoria della banca o SGR, la verifica della Cooperativa di garanzia fidi, l'erogazione del mutuo e l'invio dei dati all'Ufficio Innovazione e tecnologia, che redige il decreto di concessione. Il contributo è erogato annualmente, a condizione che le rate siano pagate; la richiesta di liquidazione la trasmette la banca o la SGR, senza fatture o report a tuo carico.
Errori da evitare prima di partire
- Avviare l'investimento prima della domanda. Sono ammessi solo investimenti non ancora avviati.
- Dare per scontato il contributo. L'erogazione del finanziamento non comporta automaticamente la concessione del contributo provinciale: i due procedimenti hanno verifiche e approvazioni autonome.
- Ignorare il vincolo di bilancio. Il contributo è concesso nei limiti degli stanziamenti; se le risorse non bastano, la misura del contributo può essere ridotta o le domande archiviate d'ufficio. La delibera stima in 2.500.000 euro gli oneri dei criteri di attuazione per il 2026.
- Estinguere in anticipo senza valutarne l'effetto. L'estinzione anticipata revoca il contributo per il periodo residuo, fermo restando quanto già liquidato.
- Trascurare il de minimis. Il contributo rientra nel regolamento (UE) 2023/2831: va verificato il margine disponibile nel tuo plafond.
Come valutarlo nel piano di investimenti?
Il contributo agisce sugli interessi, non sul valore dell'investimento: la scelta va letta insieme al piano finanziario complessivo. Conviene verificare in anticipo tre aspetti.
Primo, la coerenza dell'intervento con la lista degli investimenti finanziabili, perché è su questa che banca e Cooperativa misurano la finalità dichiarata. Secondo, i tempi: la domanda di contributo va presentata insieme alla richiesta di finanziamento e riguarda solo investimenti non ancora avviati. Terzo, la cumulabilità: secondo il protocollo i contributi sono cumulabili con altri aiuti di Stato, inclusi quelli de minimis, a condizione che il cumulo non superi l'intensità consentita dall'UE. Se sullo stesso progetto valuti anche contributi a fondo perduto, serve un quadro unico delle agevolazioni.
Fonti ufficiali
- [Scheda del servizio n. 1495 su myCIVIS – Provincia autonoma di Bolzano](https://mycivis.civis.bz.it/it/Services/ServiceDetail/?id=1495)
- [Deliberazione della Giunta provinciale n. 988/2025 con il protocollo d'intesa (PDF)](https://mycivis.civis.bz.it/File/download.aspx?Entity=msdyn_kbattachment&Attribute=msdyn_fileattachment&Id=2cd0b93c-c2fa-f011-8406-6045bd897363)
Prima di rivolgerti alla banca, conviene verificare requisiti, margine de minimis e coerenza dell'investimento con il perimetro ammesso. Con il metodo FAS analizziamo questi elementi e il loro posto nel tuo piano di investimenti, prima della domanda. La prima consulenza è gratuita.