Che cos'è la certificazione «Conciliazione Vita-Lavoro» e chi la promuove?
È un Avviso pubblico del 21 luglio 2026 che concede contributi alle imprese per ottenere la prima certificazione del sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, secondo la prassi UNI/PdR 192:2026 pubblicata il 14 aprile 2026. La misura rientra nell'iniziativa «Il lavoro a misura di famiglia».
La prassi fissa i requisiti per le organizzazioni che adottano misure di conciliazione: un sistema di gestione interno, misurato con indicatori di prestazione (KPI), con attenzione specifica a maternità, paternità e carichi di cura familiare.
La misura è promossa dal Dipartimento per le pari opportunità e dal Dipartimento per le politiche della famiglia, che con l'Accordo firmato il 31 dicembre 2025 hanno affidato a Unioncamere il ruolo di Soggetto Attuatore. La dotazione complessiva è di 7.500.000 euro.
Chi può presentare domanda?
Possono partecipare le imprese che, alla data della domanda, hanno almeno un dipendente in pianta organica e una partita IVA attiva. L'Avviso considera impresa qualsiasi entità che eserciti un'attività economica, indipendentemente dalla forma giuridica. Gli altri requisiti di accesso:
- sede legale e operativa in Italia, oppure domicilio fiscale in Italia per chi è titolare soltanto di partita IVA;
- pieno e libero esercizio dei diritti, senza liquidazione volontaria né procedure liquidatorie del Codice della crisi (resta ammesso il concordato preventivo con continuità aziendale);
- assenza di cause ostative antimafia, di sanzioni interdittive e di procedimenti in corso per revoca di risorse pubbliche indebitamente percepite;
- polizza contro i danni da eventi catastrofali, per le imprese tenute a stipularla;
- regolarità con il collocamento mirato (Legge 68/1999) e con le norme su lavoro, sicurezza e ambiente;
- superamento del test online di pre-screening (autovalutazione);
- per le imprese con più di 50 dipendenti, il Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile (art. 46 del D.Lgs. 198/2006).
I requisiti vanno mantenuti fino all'erogazione dei servizi. Dalla concessione all'erogazione serve anche un DURC regolare.
Che cosa finanzia l'Avviso?
L'Avviso finanzia due servizi distinti: l'accompagnamento verso la certificazione e la certificazione vera e propria.
Assistenza tecnica e accompagnamento (voucher). Un esperto incaricato da Unioncamere ti affianca nell'analisi dei processi, nell'individuazione dei gap rispetto ai requisiti della UNI/PdR 192:2026, nella personalizzazione dei documenti, nell'implementazione del sistema di gestione, nella stesura del «Piano aziendale», nel monitoraggio degli indicatori e nella pre-verifica di conformità. I servizi sono erogati direttamente dal Soggetto Attuatore.
Servizi di certificazione. Sono ammissibili solo le voci per il rilascio della prima certificazione da parte di un Organismo di Certificazione (OdC) iscritto all'apposito Elenco: esame della domanda, verifica documentale, verifica in sede con osservazione diretta dell'attività, rilascio del certificato. Sono esclusi pre-audit, audit supplementari, sorveglianza annuale e rinnovo.
Quanto vale l'agevolazione?
Il voucher vale al massimo 2.459,01 euro al netto di IVA per impresa, pari a un massimo di 6 giornate di assistenza; ogni giornata vale 409,84 euro più IVA, se dovuta.
Il contributo per la certificazione arriva fino a 1.200 euro al netto di IVA per ogni giornata di audit, con un tetto di 12.000 euro per impresa. Il massimale dipende dagli addetti equivalenti e dai tempi di audit del documento internazionale IAF MD 5. Alcune fasce della tabella ufficiale:
- da 1 a 5 addetti equivalenti: 1,5 giornate, fino a 1.800 euro;
- da 25,1 a 45 addetti: 4 giornate, fino a 4.800 euro;
- da 175,1 a 249 addetti: 9 giornate, fino a 10.800 euro;
- oltre 250 addetti: 10 giornate, fino a 12.000 euro.
Il contributo è versato da Unioncamere direttamente all'OdC dopo il conseguimento della certificazione: nei limiti del contributo concesso non sostieni costi per i servizi di certificazione, mentre gli importi oltre i limiti restano a carico dell'impresa.
Se alla data della domanda l'impresa ha già la certificazione della parità di genere e/o «Family Audit», può chiedere un incremento di 450 euro a copertura dei costi di sorveglianza che cadono fra la domanda e la nuova certificazione.
Il 60% della dotazione è riservato a micro, piccole e medie imprese e il 5% alle imprese con rating di legalità. I contributi sono aiuti de minimis e non sono cumulabili, sugli stessi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato o de minimis.
Scadenze e come si presenta la domanda
Le domande si presentano dalle 10:00 del 21 settembre 2026 alle 16:00 del 31 marzo 2027, esclusivamente online sulla piattaforma ReStart (restart.infocamere.it). Il termine può essere anticipato per esaurimento dei fondi, che Unioncamere comunica sul sito conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it.
Alla domanda vanno allegati, firmati digitalmente:
- l'Allegato 2 «Modulo dichiarazioni», compilato online sul sito della misura;
- il riepilogo del test di pre-screening, con l'esito di superamento;
- il preventivo in corso di validità di un OdC iscritto all'Elenco, con durata dell'audit, tariffa giornaliera comprensiva di tutti gli oneri e condizioni per ottenere il contributo;
- sopra i 50 dipendenti, la ricevuta di compilazione del Rapporto sul personale maschile e femminile, come indica la pagina ufficiale;
- il modulo generato dalla procedura ReStart.
Serve inoltre un unico indirizzo PEC, che diventa il canale ufficiale delle comunicazioni.
La procedura è a sportello: l'istruttoria segue l'ordine cronologico di invio e si chiude entro 90 giorni, salvo richieste di integrazione. Gli esiti sono pubblicati sul sito della misura e valgono come notifica. Dopo la concessione, la certificazione va ottenuta entro il 30 giugno 2027, salvo proroga comunicata da Unioncamere.
Quali errori evitare prima di partire?
L'Avviso lega revoca e decadenza anche a tempi e procedura. I punti da presidiare:
- Audit avviato troppo presto. La certificazione deve essere ottenuta dopo la comunicazione di concessione; aver usufruito dei servizi di certificazione prima di quella data comporta la revoca.
- Conteggio degli addetti. Contano solo gli addetti equivalenti coinvolti nei processi più critici del sistema di gestione, non l'organico complessivo.
- Scadenza del 30 giugno 2027. Le giornate di assistenza vanno usate in tempo utile per certificarti entro questa data, pena la decadenza di tutte le agevolazioni; senza certificazione entro il termine, l'OdC va pagato interamente dall'impresa.
- Cambio di OdC o di preventivo. Va autorizzato da Unioncamere prima dell'avvio delle attività di certificazione, e la rimodulazione non può aumentare il contributo concesso.
- Elenco degli OdC. L'Elenco è pubblicato sul sito della misura: all'11 ottobre 2026 riportava 5 organismi, inseriti il 1° ottobre 2026. Verifica l'iscrizione prima di chiedere il preventivo.
- Una sola volta. Ogni impresa può beneficiare di ciascuna tipologia di servizio una sola volta.
Come valutarlo nel piano di investimenti
La certificazione ha senso quando le politiche di conciliazione sono già una scelta organizzativa, non un adempimento da costruire in fretta. Prima di candidarti conviene verificare tre aspetti.
Coerenza. La prassi chiede un sistema di gestione supportato da indicatori (KPI) e il percorso prevede un «Piano aziendale»: chiarisci prima chi li seguirà in azienda e con quali dati.
Tempi. Fra istruttoria fino a 90 giorni, giornate di accompagnamento e audit, il calendario verso il 30 giugno 2027 va pianificato dal giorno della domanda; l'istruttoria segue l'ordine cronologico di invio.
Cumulabilità. Trattandosi di aiuti de minimis, prima della concessione Unioncamere verifica il rispetto dei massimali: conviene sapere in anticipo quanto spazio residuo hai e quali altri incentivi in programma ricadono nello stesso regime. Se hai già la certificazione della parità di genere, valuta l'incremento di 450 euro previsto per la sorveglianza.
Fonti ufficiali
- [Pagina ufficiale dell'Avviso per le imprese, Unioncamere](https://conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it/bando)
- [Avviso pubblico del 21 luglio 2026 (PDF)](https://conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it/sites/default/files/bando/allegati/Avviso%20imprese%20def.pdf)
- [Elenco degli Organismi di Certificazione](https://conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it/organismi-di-certificazione)
- [FAQ ufficiali della misura](https://conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it/faq)
- [Piattaforma ReStart per la presentazione della domanda](https://restart.infocamere.it)
Lo studio può verificare con te i requisiti di accesso, il conteggio degli addetti equivalenti, lo spazio de minimis disponibile e la coerenza del percorso con il tuo piano di investimenti e con le altre agevolazioni in programma. Prenota una consulenza per impostare la domanda con i tempi giusti.