Che cos'è il Bando Energia allo Sviluppo e chi lo promuove?
Il Bando Energia allo Sviluppo è l'avviso della Provincia autonoma di Trento, attuato ai sensi della Legge provinciale 6 luglio 2023, n. 6, che sostiene gli investimenti aziendali che mitigano l'impatto del rincaro dei costi energetici sui bilanci delle imprese del territorio provinciale. Il soggetto istruttore è l'Agenzia provinciale per gli incentivi alle attività economiche (APIAE).
Il bando è stato approvato con la deliberazione di Giunta provinciale n. 780 del 25 maggio 2026; il testo coordinato oggi pubblicato è quello della deliberazione n. 1536 del 2 ottobre 2026.
Il criterio tecnico è netto: sono ammesse solo le iniziative che determinano un miglioramento del consumo energetico annuo di almeno il 2% dell'unità operativa (o delle unità operative) in cui sono realizzate, dimostrato con una diagnosi energetica.
Chi può presentare domanda?
Possono partecipare le piccole, medie e grandi imprese costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese entro il 30.11.2025, in possesso dei requisiti delle disposizioni di carattere generale della L.p. 6/2023. Sono ammessi anche i soggetti in contabilità semplificata, compresi quelli in regime forfettario.
L'attività prevalente deve rientrare nei codici ATECO 2025 ammessi:
- sezione A, solo codice 02.2 (utilizzo di aree forestali);
- sezione B, attività estrattive (tutti i codici);
- sezione C, attività manifatturiere (tutti i codici);
- sezione E, solo codici 38 e 39 (rifiuti e risanamento);
- sezione F, costruzioni (tutti i codici);
- sezione G, solo codice 46 (commercio all'ingrosso);
- sezione H, trasporto e magazzinaggio (tutti i codici);
- sezione O, solo codice 81.3 (cura del paesaggio);
- sezione Q, solo codice 85.53 (scuole guida);
- sezione T, solo codici 95.3 e 96.1.
Per domande con spesa superiore a 150.000,00 euro serve anche la valutazione positiva di un istituto creditizio o di una società di leasing sulla capacità finanziaria ed economica dell'impresa. Non sono ammesse iniziative in forma congiunta.
Che cosa finanzia (spese ammissibili)?
Il bando finanzia investimenti in beni materiali e immateriali avviati dal 1° giugno 2026 e completati entro 18 mesi dalla data di concessione. Le macrovoci di spesa sono:
- fabbricati e assimilati, comprese opere edili e impianti generali come illuminazione, ricarica di veicoli elettrici, fotovoltaico e sistemi di accumulo;
- impianti, macchinari, attrezzature e altri beni, compresi i mezzi di trasporto con le alimentazioni indicate dal bando (per esempio elettrico puro, idrogeno, ibrido);
- programmi informatici, brevetti, licenze, know-how, nel limite del 50% delle spese per impianti specifici, macchinari e attrezzature;
- consulenze tecniche (progettazione, direzione lavori, diagnosi energetica), nella misura massima del 5% dell'importo complessivo ammissibile, escluse le consulenze stesse e le spese generali;
- spese generali supplementari, a forfait pari al 10% della spesa ammessa per le macrovoci precedenti.
Tra le esclusioni: scorte e materiali di consumo, e-bike, commesse interne, manutenzioni, trasferte, contratti «chiavi in mano» e veicoli già immatricolati. Le autovetture M1 sono ammesse solo per alcune attività, tra cui taxi, noleggio con conducente e scuole guida, con spesa massima di 50.000 euro per bene.
Quanto vale l'agevolazione?
L'incentivo è pari al 30% delle spese ritenute ammissibili, concesso in conto capitale e in regime de minimis ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831.
Sono previste due maggiorazioni, alternative tra loro, da chiedere in domanda e da confermare in rendicontazione:
- 10% se nel bilancio 2025 i costi per consumi energetici superano il 30% del totale dei costi della produzione (voce B del conto economico); vale solo per chi adotta la contabilità ordinaria;
- 5% se l'impresa cede, con atto notarile, il diritto di installare sulla propria unità operativa un impianto fotovoltaico a favore di una CACER, di una ESCo o di una SGR; vale solo per unità operative di proprietà.
La spesa minima ammessa deve essere maggiore di 25.000,00 euro; il limite massimo è pari a 500.000,00 euro. L'incentivo è erogato in un'unica soluzione e non è previsto l'anticipo.
Entro quando e come si presenta la domanda?
Le domande si presentano dalle ore 12.00 del 1° ottobre fino alle ore 12.00 del 30 novembre 2026, esclusivamente online sulla piattaforma S.I. Pat. Ogni impresa può presentare una sola domanda, che può riferirsi a una o più unità operative. È richiesta una marca da bollo da 16,00 euro.
Le domande sono esaminate con procedura automatica: non ci sono criteri di valutazione tecnico-economica e l'istruttoria parte il giorno dopo la chiusura dei termini. Le tappe successive:
- conclusione del procedimento di concessione entro 60 giorni dalla chiusura dei termini;
- completamento dell'iniziativa entro 18 mesi dalla concessione;
- rendicontazione via PEC entro 24 mesi dalla concessione secondo l'art. 17 del testo coordinato; la scheda servizio indica invece la trasmissione della documentazione di spesa entro 6 mesi dal completamento dell'iniziativa, quindi il termine va confermato con APIAE;
- liquidazione entro 60 giorni dalla richiesta di erogazione, che si presenta dopo l'esito positivo dell'istruttoria sulla rendicontazione.
In caso di malfunzionamenti di S.I. Pat si contatta l'assistenza al numero verde 800.196.977; se il problema non si risolve, va segnalato ad APIAE via PEC (apiae@pec.provincia.tn.it), che, valutata la situazione, può consentire l'invio o la regolarizzazione della domanda via PEC.
Attenzione allo stato del servizio: al 22 ottobre 2026 la scheda della Provincia riporta che il servizio online al momento non è disponibile. Prima di pianificare l'invio verifica che S.I. Pat sia accessibile e, se non lo è, segui la procedura di segnalazione prevista dal bando; intanto conviene completare diagnosi energetica e documentazione.
Quali requisiti verificare prima di partire?
La maggior parte delle esclusioni nasce da passaggi tecnici trascurati.
- Diagnosi energetica. Va redatta secondo la norma UNI CEI EN 16247 e allegata alla domanda a pena di inammissibilità. Per le imprese energivore servono soggetti certificati; per le non energivore, iscritti all'Ordine degli ingegneri o al Collegio dei periti industriali. Chi la redige non deve essere in conflitto di interessi.
- Data di avvio. L'avvio coincide con il primo documento giuridicamente rilevante (fattura, pagamento o contratto di leasing); le conferme d'ordine non determinano avvio.
- Varianti. Non sono ammesse variazioni che si discostano dal piano degli interventi della diagnosi: una variazione anche parziale comporta la decadenza totale.
- CUP in fattura. Il Codice Unico di Progetto va riportato sui documenti di spesa secondo le regole provinciali.
- Settori esclusi dal de minimis. Se l'impresa opera anche in attività escluse, deve garantire la separazione contabile.
- ATECO. Il codice ammesso va mantenuto sull'unità operativa per tutta la durata degli obblighi.
Come valutarlo nel piano di investimenti?
Il bando funziona bene quando l'intervento energetico è già parte del piano industriale e non viene costruito intorno all'incentivo. Prima di candidarti conviene verificare tre aspetti.
Coerenza. La diagnosi energetica fissa il piano degli interventi e non può essere modificata dopo: deve descrivere esattamente gli investimenti che l'azienda intende realizzare nei 18 mesi successivi alla concessione.
Tempi e cassa. L'erogazione arriva in un'unica soluzione dopo la rendicontazione, senza anticipo: l'investimento va coperto con risorse proprie, finanziamento o leasing per l'intera durata del progetto. Sopra i 150.000,00 euro di spesa la valutazione bancaria diventa un requisito di accesso.
Cumulabilità. L'incentivo è in de minimis: va verificato quanto margine resta all'impresa rispetto agli altri aiuti già ricevuti e quali misure, provinciali o nazionali, possono affiancarlo sulle stesse spese.
Con il metodo FAS lo studio Finanza Agevolata Strategica parte dagli investimenti dell'impresa e costruisce la sequenza delle agevolazioni compatibili.
Fonti ufficiali
- Provincia autonoma di Trento, scheda servizio «Bando Energia allo Sviluppo - L.p. 6/2023»: https://www.provincia.tn.it/Servizi/Bando-Energia-allo-Sviluppo-L.p.-6-2023
- Testo coordinato del bando (Allegato B): https://www.provincia.tn.it/content/download/85862/6213443/file/TESTO_COORDINATO_-_Bando_Energia_Sviluppo.pdf
- Provvedimenti relativi al bando: https://www.provincia.tn.it/Amministrazione/Documenti/Provvedimenti-relativi-al-bando-Energia-allo-Sviluppo
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