Che cos'è e chi lo promuove

Il Programma «Competenze per il lavoro e l'innovazione a supporto della crescita» è una misura di Sardegna Ricerche che concede una sovvenzione a fondo perduto alle micro, piccole e medie imprese per realizzare un Piano di sviluppo centrato sulle competenze del personale. È finanziato dall'Azione 1.4.1, Priorità 1, del Programma Regionale Sardegna FESR 2021-2027 e ha l'obiettivo di ridurre il divario tra domanda e offerta di professionalità, anche in ottica di genere.

La dotazione è di 14.500.000 euro. L'avviso è stato rettificato con la determinazione n. 564/2026 ERM del 23/07/2026, che ha spostato il termine per le domande al 30 settembre 2029 e quello per concludere i Piani al 30 settembre 2030. Le domande già trasmesse restano valide.

Chi può presentare domanda?

Possono partecipare le MPMI, secondo l'Allegato I del Reg. (UE) n. 651/2014, in forma singola, che alla data della domanda:

  • sono iscritte e attive nel Registro delle imprese della Camera di Commercio prima della pubblicazione dell'avviso;
  • hanno sede o unità locale in Sardegna, oppure si impegnano ad aprirla prima dell'avvio del Piano;
  • dispongono di risorse finanziarie per coprire una quota pari al 20% dell'importo del Piano;
  • non hanno già ricevuto altri finanziamenti pubblici per le stesse spese;
  • operano in contabilità ordinaria oppure, se in contabilità semplificata, attivano un conto corrente dedicato.

Sono ammessi tutti i settori ATECO 2025, con alcune esclusioni elencate nell'avviso: tra queste pesca e acquacoltura, produzione primaria dei prodotti agricoli, settori esclusi dal regolamento «de minimis» e attività contrarie al principio DNSH. Ogni impresa può presentare una sola domanda nell'arco di 12 mesi. Secondo le FAQ ufficiali, il libero professionista con partita IVA ma non iscritto al Registro delle imprese non può partecipare, e due imprese che formano un'«impresa unica» non possono presentare un unico Piano condiviso: ciascuna presenta la propria domanda.

Che cosa finanzia?

Il Piano di sviluppo si compone di due parti: la situazione attuale (profilo dell'impresa, sfide e strategia) e il Piano di rafforzamento delle competenze, con mappatura delle competenze, gap da colmare, interventi e cronoprogramma. Gli interventi ammessi sono:

1. formazione specialistica per soci e dipendenti, con durata minima di 30 ore (per esempio master, corsi di specializzazione e di perfezionamento); 2. percorsi di dottorato di ricerca, innovativo o industriale; 3. attività formative accessorie, come study visit, scambi di buone pratiche, coaching e mentoring; 4. servizi specialistici consulenziali e di accompagnamento, nella misura massima del 40% del totale delle voci precedenti.

Le attività accessorie e la consulenza sono solo un complemento: un Piano composto unicamente da queste voci non è ammissibile. La formazione deve essere erogata da soggetti qualificati, come università e organismi di ricerca, enti accreditati, enti certificati ISO 9001 EA37 operanti nel settore da almeno 5 anni, centri di competenza e di trasferimento tecnologico, che devono dimostrare almeno tre servizi analoghi nel triennio precedente.

Alle spese per servizi si aggiungono i costi del personale coinvolto nella formazione, riconosciuti in modo forfettario nella misura del 20% dei costi diretti di formazione, dottorato e attività accessorie. Non sono ammissibili viaggi, vitto e alloggio, la formazione di base senza impatto strategico, i corsi ricorrenti o legati ad adempimenti normativi (per esempio quelli sulla sicurezza) e le singole spese di importo imponibile inferiore a 500 euro.

Quanto vale l'agevolazione?

Il Piano deve avere un importo compreso tra 5.000 e 150.000 euro. La sovvenzione è pari all'85% dei costi ammessi, elevabile fino al 90% con le premialità: il contributo massimo concedibile indicato nelle disposizioni attuative è di 127.500 euro, elevabile fino a 135.000 euro.

Le premialità aumentano l'intensità di:

  • 1% per la sostenibilità sociale (per esempio la certificazione della parità di genere);
  • 1% per la sostenibilità ambientale (per esempio ISO 14001, EMAS, ISO 50001 o un bilancio di sostenibilità certificato);
  • 3% per l'iscrizione nella sezione speciale delle startup innovative o delle PMI innovative.

L'aiuto rientra nel regime «de minimis» (Reg. UE 2023/2831): il totale degli aiuti di questo tipo per impresa unica non può superare 300.000 euro in tre anni.

Scadenze e come si presenta la domanda

Le domande si presentano dalle ore 09:00 del 22/06/2026 alle ore 12:00 del 30/09/2029, solo per via telematica sul sistema informativo SIPES della Regione Autonoma della Sardegna. La procedura è a sportello: conta l'ordine cronologico di invio e, se le risorse si esauriscono prima, Sardegna Ricerche chiude in anticipo lo sportello e lo comunica sul proprio sito.

Servono PEC, firma digitale del legale rappresentante e identità digitale (SPID, CIE o CNS); la domanda sconta un bollo di 16 euro. Alla domanda vanno allegati il Formulario del Piano di sviluppo, le dichiarazioni sui requisiti dell'impresa e dei fornitori, la dichiarazione sulla disponibilità di risorse finanziarie, i curricula e i preventivi dettagliati dei fornitori.

L'istruttoria parte entro 45 giorni e si chiude entro 90 giorni dalla domanda. La valutazione di merito assegna fino a 100 punti: servono almeno 60 punti complessivi e il superamento delle soglie minime per ciascun criterio.

Requisiti da verificare prima di partire

  • Nessuna attività anticipata: il Piano non deve essere avviato prima della domanda.
  • Durata: da 3 a 24 mesi, fino a 40 mesi con percorsi di dottorato, comunque entro il 30 settembre 2030.
  • Date di avvio e conclusione: vanno comunicate via PEC entro 180 giorni dalla concessione provvisoria.
  • Frequenza: per la formazione il personale deve partecipare ad almeno il 75% della durata di ciascuna attività.
  • Doppio finanziamento: un aiuto «de minimis» già ricevuto sulle stesse spese esclude la domanda, come chiarito nelle FAQ.

Come valutarlo nel piano di investimenti

Questo programma non finanzia corsi isolati, ma un percorso che collega la strategia dell'impresa alle competenze necessarie per attuarla. La valutazione pesa la qualità della proposta, la coerenza tra fabbisogni e interventi, la qualità dei fornitori, l'impatto sull'innovazione e la solidità economico-finanziaria del Piano e le ricadute attese a valle del Piano.

Prima di candidarti conviene lavorare su tre fronti. La coerenza: le sfide descritte devono giustificare ogni intervento formativo e consulenziale, in linea con la S3 regionale. I tempi: con la procedura a sportello le domande sono istruite in ordine cronologico di invio, quindi conviene arrivare con preventivi, curricula e dichiarazioni già completi. La cumulabilità: il tetto «de minimis» e il divieto di finanziare due volte le stesse spese richiedono una verifica preventiva degli aiuti già ricevuti dall'impresa unica.

Con il metodo FAS partiamo dalla mappatura delle competenze e dalla strategia aziendale per costruire un Piano di sviluppo chiaro per chi lo valuta e sostenibile per l'impresa.

Fonti ufficiali

  • Pagina del Programma su Sardegna Ricerche: https://www.sardegnaricerche.it/index.php?xsl=558&tipodoc=3&fondo=11&s=13&v=9&c=96137&c1=96137&id=116887&va=
  • Avviso pubblico rettificato: https://www.sardegnaricerche.it/documenti/13_1019_20260803095909.pdf
  • Disposizioni attuative rettificate: https://www.sardegnaricerche.it/documenti/13_1019_20260803095851.pdf
  • Avviso di rettifica date: https://www.sardegnaricerche.it/documenti/13_1019_20260803095922.pdf
  • FAQ al 24/09/2026: https://www.sardegnaricerche.it/documenti/13_1019_20260925123846.pdf

Se la tua impresa ha in programma un percorso di crescita che richiede nuove competenze, possiamo verificare con te requisiti, fornitori e coerenza del Piano di sviluppo prima dell'invio. La prima consulenza è gratuita.