Che cos'è il bando Confidi della Camera di commercio dell'Emilia?

È un contributo a fondo perduto della Camera di commercio dell'Emilia per le micro, piccole e medie imprese delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia che hanno ottenuto un finanziamento bancario coperto dalla garanzia di un Confidi aderente all'iniziativa. Il bando, codice CF26, ha uno stanziamento di 300.000 euro.

La misura interviene sul costo del credito: non finanzia un investimento, ma riconosce all'impresa una quota calcolata sul finanziamento coperto dalla garanzia del Confidi. La Camera può integrare la dotazione con altre risorse di bilancio, riaprire il termine se i fondi non si esauriscono oppure chiudere in anticipo se si esauriscono. L'eventuale riapertura o chiusura anticipata viene resa nota sul sito camerale.

Quali Confidi aderiscono all'iniziativa?

I Confidi aderenti, selezionati tramite avviso pubblico, sono sei:

  • Agrifidi Emilia Società Cooperativa;
  • Agrifidi Modena Reggio Ferrara Società Cooperativa;
  • Artigiancredito Consorzio Fidi della Piccola e Media Impresa – Società Cooperativa;
  • Confidi Parma Società Consortile per Azioni;
  • Fider Società Cooperativa di Garanzia Collettiva Fidi;
  • Società Cooperativa di Garanzia fra Commercianti.

Il finanziamento deve essere coperto dalla garanzia di uno di questi organismi e l'impresa deve esserne socia.

Chi può presentare domanda?

Possono beneficiare del contributo le micro, piccole e medie imprese secondo la Raccomandazione 2003/361/CE che, dalla domanda fino all'erogazione:

  • hanno sede legale e/o unità locale operativa (esclusi magazzino e deposito) iscritte e attive al Registro delle Imprese della circoscrizione della Camera di commercio dell'Emilia;
  • sono in regola con il diritto annuale camerale e con i contributi previdenziali e assicurativi; in caso di irregolarità, la posizione va sanata entro 15 giorni di calendario dalla richiesta della Camera;
  • non sono in liquidazione giudiziale, concordato preventivo (salvo quello con continuità aziendale già omologato) o altra procedura concorsuale;
  • non sono imprese in difficoltà ai sensi del Regolamento (UE) 651/2014;
  • sono in regola con l'obbligo di assicurazione contro i danni catastrofali della Legge 213/2023;
  • sono socie di un Confidi aderente e hanno acceso un finanziamento coperto dalla garanzia dello stesso Confidi.

Sono escluse le imprese con attività esclusivamente o prevalentemente finanziaria, come l'affitto d'azienda o la locazione di immobili propri. Sono inammissibili anche le imprese che hanno forniture in essere con la Camera di commercio dell'Emilia, anche a titolo gratuito.

Su che cosa si calcola il contributo?

Il contributo si calcola sul finanziamento bancario coperto dalla garanzia del Confidi, a prescindere dalla durata. La base è il «finanziamento coperto da garanzia», cioè la parte del finanziamento coperta dalla garanzia del Confidi: la somma che il Confidi è tenuto a rimborsare in caso di insolvenza.

La domanda deve riferirsi a un finanziamento già coperto da garanzia ed erogato. Nel modulo vanno indicati banca, tipologia di finanziamento, finalità, importo, data di erogazione, durata, data di concessione della garanzia e percentuale di garanzia, oltre all'IBAN su cui ricevere il contributo.

Quanto vale l'agevolazione?

Il contributo è pari al 5% dell'ammontare complessivo del finanziamento coperto da garanzia, fino a un massimo di 4.000 euro. Ogni impresa può ottenere un solo contributo all'anno, riferito a un unico finanziamento.

Il contributo è erogato con la ritenuta d'acconto del 4%. Rientra nel regime «de minimis»: Regolamento (UE) 2023/2831 per i settori ordinari, con un tetto di 300.000 euro in tre anni per impresa unica, e Regolamento (UE) 1408/2013 per il settore agricolo, con un tetto di 50.000 euro in tre anni. Se il tetto viene superato, la Camera riduce il contributo entro il massimale; se è già stato raggiunto, la domanda è esclusa.

Il contributo camerale è cumulabile con altri contributi pubblici, nel rispetto dei massimali «de minimis» e delle regole di cumulo degli altri regimi. Se hai già ottenuto o intendi chiedere altre agevolazioni, il bando chiede di accertare che la loro disciplina ammetta il cumulo con questo contributo.

Scadenze e come si presenta la domanda

Le domande si trasmettono dalle ore 10:00 del 6 ottobre 2026 alle ore 16:00 del 30 gennaio 2027. Ogni domanda deve arrivare alla Camera entro 8 mesi dalla data di erogazione del finanziamento, fermo restando il termine ultimo del 30 gennaio 2027.

L'invio è effettuato esclusivamente dal Confidi che ha rilasciato la garanzia sul finanziamento, in qualità di intermediario, sulla piattaforma Restart di Infocamere. L'impresa prepara e firma digitalmente, tramite il legale rappresentante:

  • il modulo di domanda compilato elettronicamente, firmato in formato CAdES (.p7m);
  • la fideiussione rilasciata dal Confidi;
  • la documentazione della banca che attesta l'effettiva erogazione del finanziamento.

La domanda è soggetta all'imposta di bollo, da pagare con PagoPA. Le comunicazioni successive arrivano all'indirizzo PEC dell'impresa registrato al Registro delle Imprese.

I contributi sono concessi e liquidati in ordine cronologico di invio della domanda, fino a esaurimento dei fondi. Se la Camera chiede integrazioni, la risposta va data entro 15 giorni di calendario; nel frattempo l'istruttoria resta sospesa.

Quali errori evitare prima di partire?

Il bando prevede cause di esclusione e di inammissibilità da controllare prima dell'invio:

  • invio fuori finestra: le domande presentate prima o dopo i termini sono irricevibili, comprese quelle inviate in anticipo rispetto all'apertura;
  • modulo compilato a mano o firmato da altri: la pratica è esclusa senza possibilità di integrazione, salvo una nuova domanda nei termini;
  • finanziamento non ancora erogato: la domanda deve riguardare un finanziamento già coperto da garanzia ed erogato;
  • termine degli 8 mesi: la domanda va presentata entro 8 mesi dall'erogazione;
  • diritto annuale e DURC: un'irregolarità non sanata entro 15 giorni rende la domanda inammissibile;
  • più domande: vale solo la prima domanda formalmente corretta e completa, in ordine di invio.

Dopo la concessione, la documentazione va conservata per almeno dieci anni dal provvedimento di erogazione.

Come valutarlo nel piano di investimenti

Il contributo non cambia la struttura del finanziamento, ma riduce il costo complessivo del debito. Conviene considerarlo quando la scelta della banca e della garanzia è ancora aperta, perché il requisito decisivo è che a garantire sia uno dei Confidi aderenti e che l'impresa ne sia socia.

Prima di firmare il finanziamento conviene fare tre controlli. Il primo sono i tempi: erogazione e domanda devono rientrare nelle finestre del bando. Il secondo è la capienza «de minimis» residua dell'impresa unica, da verificare sul Registro Nazionale degli Aiuti. Il terzo è la cumulabilità con le altre agevolazioni collegate allo stesso progetto. Con il metodo FAS li leggiamo insieme al resto del piano finanziario, così garanzia, finanziamento e contributo restano coerenti tra loro.

Fonti ufficiali

  • [Camera di commercio dell'Emilia – Bando a sostegno dell'accesso al credito tramite i Confidi](https://www.emilia.camcom.it/promuovere-limpresa-e-il-territorio/contributi-alle-imprese/bando-a-sostegno-dellaccesso-al-credito-tramite-i-confidi)
  • [Testo del bando CF26 (PDF)](https://www.emilia.camcom.it/promuovere-limpresa-e-il-territorio/contributi-alle-imprese/bando-a-sostegno-dellaccesso-al-credito-tramite-i-confidi/documenti/cf26-bando-accesso-al-credito.pdf/@@download/file)

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