Che cos'è CreaImpresa 2026 e chi lo promuove?

CreaImpresa 2026 è il bando con cui la Camera di Commercio Riviere di Liguria (Imperia, La Spezia, Savona) concede contributi a fondo perduto a chi avvia una nuova impresa. Si finanzia con i Progetti 20% approvati con Delibera di Giunta camerale n. 92/2026 e ha una dotazione complessiva di 45.000 euro.

La misura nasce nell'ambito delle attività di orientamento al lavoro e si lega al percorso formativo camerale: il contributo è riservato a chi ha frequentato il corso «Fare impresa: una guida pratica all'avvio». Gli obiettivi dichiarati sono facilitare l'avvio di nuove imprese, favorire il lavoro autonomo e rafforzare le competenze gestionali di chi parte.

Le risorse sono divise in tre budget da 15.000 euro, uno per provincia. Per ciascun territorio la dotazione iniziale indicativa è pari al 50% delle risorse provinciali, cioè 7.500 euro per finestra; se nella prima finestra le domande ammesse superano questa quota, la Camera usa in anticipo le risorse della seconda finestra, fino al budget provinciale di 15.000 euro.

Chi può presentare domanda?

Possono partecipare due categorie di soggetti:

  • aspiranti imprenditori: persone fisiche che intendono avviare un'impresa tenuta all'iscrizione al Registro delle Imprese, con sede legale e/o operativa nelle province di Imperia, Savona o La Spezia. L'impresa va costituita entro i termini della Fase 2 e deve rientrare nella definizione di MPMI;
  • neo-imprese: micro, piccole e medie imprese costituite e iscritte al Registro delle Imprese non prima del 1° gennaio 2026, con sede legale e/o unità operative nelle stesse tre province.

In entrambi i casi, alla data della domanda, legali rappresentanti, amministratori o soci (anche futuri) devono aver frequentato almeno 4 moduli del corso camerale (edizioni 2025 e 2026). Per chi non ha ancora costituito l'impresa, il ruolo del partecipante al corso nella futura compagine viene verificato in Fase 2.

Sono escluse le imprese che hanno già ricevuto il contributo del bando CreaImpresa 2025. Il bando precisa inoltre che i contributi sono concessi alle imprese costituite e non alle persone fisiche.

Che cosa finanzia CreaImpresa 2026?

Il bando copre tre macrovoci di spesa legate alla costituzione e al primo avviamento dell'impresa:

  • costi di costituzione: onorari notarili e altri costi di costituzione, esclusi iscrizione alla CCIAA, tasse, imposte, diritti e bolli;
  • servizi di accompagnamento e assistenza tecnica: consulenze specialistiche su marketing e comunicazione (strategie, analisi di mercato, logo, sito web ed e-commerce, dominio, pubblicità, materiale tipografico), logistica, produzione (test, prototipi, collaudi), contrattualistica commerciale, sviluppo di marchi e brevetti;
  • servizi di digitalizzazione: ad esempio software gestionali, licenze d'uso e servizi software in cloud.

Le fatture e i pagamenti devono cadere tra il 1° gennaio 2026 e la scadenza della domanda di concessione (Fase 2), con prestazioni interamente eseguite prima della presentazione della domanda di Fase 2. L'IVA è ammessa solo se per il beneficiario resta un costo non recuperabile.

Restano fuori, tra le altre: spese di personale; trasporto, vitto e alloggio; rappresentanza; consulenza fiscale e contabile; certificazioni ISO; adeguamenti a norme di legge (sicurezza, privacy, ambiente); utenze; macchinari, attrezzature, impianti e mobilio; spese pagate in contanti.

Quanto vale il contributo?

Il contributo è a fondo perduto, diretto alla spesa: minimo 2.000 euro, massimo 5.000 euro. Se in Fase 2 l'impresa possiede il rating di legalità, il contributo aumenta di 250 euro e può arrivare a 5.250 euro.

L'aiuto è concesso in regime «de minimis» (Reg. UE 2023/2831), con il massimale di 300.000 euro nell'arco di tre anni per impresa unica. Sul contributo erogato si applica la ritenuta d'acconto del 4%, ove applicabile. Non è cumulabile con altri aiuti pubblici concessi per le medesime voci di spesa.

Scadenze e come si presenta la domanda

La procedura si articola in due fasi.

Fase 1 – domanda di partecipazione. Si invia solo via PEC a cciaa.rivlig@legalmail.it, con oggetto «BANDO CREAIMPRESA ED. 2026 – DOMANDA DI PARTECIPAZIONE»:

  • prima finestra: dalle 9:00 del 15 ottobre 2026 alle 12:00 del 15 novembre 2026;
  • seconda finestra: dalle 9:00 del 15 gennaio 2027 alle 12:00 del 15 febbraio 2027.

Vanno allegati modulo di domanda, progetto imprenditoriale, piano economico, curriculum del titolare o aspirante, documento d'identità e F24 quietanzato per la marca da bollo da 16 euro (codice tributo 1599). Ogni soggetto può presentare una sola domanda.

Una commissione assegna fino a 100 punti valutando qualità e chiarezza del progetto, qualità, coerenza e sostenibilità del piano economico, coerenza del curriculum del proponente. Per ogni finestra vengono redatte tre graduatorie, una per provincia.

Fase 2 – domanda di concessione e rendicontazione. Si presenta sulla piattaforma RESTART: prima finestra dal 1° al 31 marzo 2027, seconda dal 1° al 30 giugno 2027. Le fatture devono riportare il CUP comunicato dalla Camera.

Quali requisiti verificare prima di partire?

Prima di inviare la PEC conviene controllare alcuni aspetti operativi del bando:

  • il corso è un prerequisito: senza i 4 moduli frequentati alla data della domanda, la candidatura non è ammissibile;
  • CUP sulle fatture: tutte le fatture elettroniche devono riportarlo nell'apposito campo;
  • pagamenti dal conto aziendale: non sono riconosciuti pagamenti da conti personali di soci, amministratori o terzi, salvo le spese di costituzione sostenute prima dell'apertura del conto;
  • coerenza con il budget di Fase 1: sono ammessi scostamenti fino al 15% per macrovoce; oltre serve un'autorizzazione da chiedere via PEC entro 30 giorni prima della scadenza della Fase 2;
  • fornitori: non sono ammesse spese fatturate da soci, amministratori, sindaci o imprese collegate;
  • regolarità in Fase 2: impresa attiva nel Registro delle Imprese, DURC in corso di validità, diritto annuale camerale pagato, polizza per eventi catastrofali ove applicabile.

Come valutarlo nel piano di investimenti

CreaImpresa sostiene i servizi di avvio, non gli investimenti in beni strumentali: macchinari, attrezzature e mobilio sono esclusi. Conviene quindi trattarlo come la copertura della parte immateriale della partenza (costituzione, posizionamento, sito, strumenti digitali) e pianificare a parte come finanziare gli investimenti materiali.

Prima di candidarti, tre verifiche: che le voci del piano economico rientrino nelle macrovoci ammesse; che i tempi del progetto siano compatibili con le finestre di Fase 2 di marzo o giugno 2027; che le stesse spese non siano già coperte da altri aiuti, perché il cumulo sulle medesime voci è escluso. La capienza de minimis va controllata sull'impresa unica, non solo sulla nuova società.

Fonti ufficiali

  • Pagina del bando, Camera di Commercio Riviere di Liguria: https://www.rivlig.camcom.gov.it/lavoro-giovani-occupazione/sni-sportello-nuove-imprese/contributi-la-creazione-di-impresa
  • Testo integrale del Bando CreaImpresa ed. 2026 (PDF): https://www.rivlig.camcom.gov.it/sites/default/files/contenuto_redazione/OR_LAV/BANDO_CREAIMPRESA/CREAIMPRESA_ED_2026/BandoCreaimpresa_PUBB_Sett26.pdf

Se stai per avviare un'impresa nelle province di Imperia, La Spezia o Savona, possiamo verificare insieme in una consulenza i requisiti di accesso, l'ammissibilità delle spese previste e la coerenza del progetto con il piano economico, prima della chiusura della prima finestra. La prima consulenza è gratuita.